Di Maio con due piedi in un... governo

Adjust Comment Print

La scossa di Salvini In un bagno di folla, Il Salvini nazionale arriva per l'ennesima volta a Terni e, presentando Latini, in una sede di partito stracolma e con il senatore Candiani accanto, lo dice piuttosto chiaramente, sempre col sorriso sulla bocca, sollecitato da una domanda di un cronista: "Non è abitudine della Lega dormire e perdersi in eccessive camarille". "Di veto in veto in veto non si va lontani, bisogna rispettare il voto degli italiani, che hanno dato più voti alla coalizione di centrodestra e tanti voti ai 5 stelle, che sono arrivati secondi", aveva già rispoto Salvini a chi osservava che il veto più grande del M5S è su Silvio Berlusconi. Denunciare questo non significa essere indifferenti a quello che accade. Si comincia dal centrodestra unito, da un programma che è stato apprezzato dagli elettori.

Per il leader della Lega, Matteo Salvini, la strada per la formazione di un governo esecutivo è semplice: "Noi vogliamo dialogare con tutti - dice -, eccezion fatta del Pd". Abbiamo un candidato sindaco 'normale' per far ritornare Terni alla 'normalità'. Salvini, dal canto suo, fa sapere che non accetterà incarichi al buio visto che ora non ha una maggioranza in Parlamento. Alla coalizione noi mettiamo a disposizione il nostro candidato. Sono a disposizione per riversare sulla Lega tutta la passione politica che mi contraddistingue, come sanno da tempo gli amici di "Noi con Salvini", che costituimmo a Vasto nel giugno 2015. Se la spinta in avanti della Lega sarà determinante o meno di una spaccatura insanabile tra le parti è ancora presto per dirlo, ma se il Carroccio tira così fuori i muscoli, le altre forze non vogliono certo farsi mettere paura. Latini ha ringraziato Salvini e i senatori per aver creduto in lui. Al momento il faccia a faccia tra Salvini e Di Maio non è in agenda, anche perchè quest'ultimo "continua a porre condizioni, veti e paletti". Dobbiamo ripartire dalle persone, stare in mezzo a loro, dibbiamo riportare Terni al centro della regione con tutto il suo peso. "Le alternative - osserva il capogruppo leghista su Rai 3 - sono peggiori a quelle che gli abbiamo proposto noi". "Questo è il mio impegno". Il PD però, nel rispetto di una prassi che caratterizza tutte le democrazie parlamentari, sembra ritenere che la scelta operata dagli elettori che ne ha decretato la sconfitta non gli consenta altra scelta che quella di stare all'opposizione e, invero, ha delle buone ragioni per farlo. Di tutt'altro avviso il segretario reggente, Maurizio Martina: "Lo scenario vede il Pd attestato sulla linea decisa in direzione". Sarà un giovedì pomeriggio caldissimo, quello che si profila all'orizzonte. Perché se ci si dovesse impantanare in un'azione di governo inefficace e soprattutto non indirizzata dai punti programmatici tanto esasperati in campagna elettorale, si rischierebbe di depotenziare un bacino di consenso che, per ora, pare non avere limiti. Un'indiscrezione. Niente di più.

Comments