Consultazioni, Salvini: governo con M5S ma solo se Di Maio smussa angoli

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Salvini ha ribadito i punti più importanti, sui quali peraltro ci sono convergenze con il Movimento 5 Stelle.

"E' stato un incontro assolutamente positivo dove abbiamo espresso una linea costruttiva: molti sono venuti qua a dire dei no, noi abbiamo detto di sì, non pensiamo a governi a tempo, improvvisati, raccogliticci". Il leader M5S lancia la sua proposta durante la registrazione della puntata di Di Martedì in onda questa sera su La7, alla vigilia delle consultazioni che saranno avviate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Tre i messaggi lanciati da Di Maio: primo al governo deve andare chi è stato legittimato dal popolo, secondo si deve governare per cambiare e non per sopravvivere, terzo occorre trovare una soluzione per gli italiani e non giochi di palazzo.

Per farla breve, il leader della Lega ha aperto a Di Maio su tante cose per ricevere in cambio l'annuncio che i grillini preferirebbero un accordo col Partito Democratico. Io continuerò a incontrare tutti e ascoltare tutti.

Al via la settimana della consultazioni. Salvini, infatti, ha piegato la testa sul presidente della Camera, sull'eventualità di un premier terzo e sulla disponibilità a rivedere il programma.

Per ultimo il leader della Lega che ha detto 'no ad un governo a termine' spiegando che 'andiamo in Parlamento se abbiamo numeri certi' e proponendo un esecutivo 'che duri 5 anni' e 'che parta dal centrodestra coinvolgendo il M5s'. "Altre soluzioni (cioè con il PD, ndr) sarebbero temporanee e imporvvisate" sottolinea quindi Salvini. "Se ciascuno rimane sulle sue impuntature, sui ragionamenti personali e di partito, il governo non nasce". Nessuna forza politica dispone della maggioranza per formare un governo in autonomia e all'orizzonte non si intravede alcuna intesa. Bisogna dialogare con i 5 Stelle e chi dice di no sbaglia (riferendosi a Berlusconi, ndr) perché con i veti e le antipatie non si va lontano.

Poi Martina ha aggiunto che il Pd è ancora in campo da protagonista, per rafforzare in coerenza con il lavoro fatto dal governo tutti gli interventi di sostegno sociale. Ma senza subire veti o imposizioni.

Martina. "Noi continueremo nel nostro impegno contro la lotta alla povertà". Il capo della Lega si è calato nel ruolo: "Ci sono scadenze internazionali che spero di rappresentare da protagonista come premier di questo Paese, difendendo l'interesse nazionale italiano". Però, per tutto il giorno, il segretario non ha parlato al telefono con nessuno: "Non con Berlusconi, non con Meloni".

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