Dall'Italia/Luigi Di Maio apre a Lega e Pd senza Renzi

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La linea di Di Maio quindi è questa: lui a Palazzo Chigi ma poi massima disponibilità nello scrivere assieme un programma di governo con tanto poi di spartizione dei ministeri. "E' difficile perché vorrebbe dire una coalizione di centrodestra divisa, che ha vinto le elezioni, regalare di fatto la primazia del governo al M5S che è arrivato secondo, non credo - ha aggiunto - che sarebbe utile e non credo che sarebbe nemmeno ciò che gli italiani hanno scelto nelle urne". L'assise si riunirà all'Hotel Marriot di Roma e sarà fondamentale per stabilire i nuovi assetti del partito in vista delle sfide future. Chi ha votato la coalizione di centrodestra ha votato anche Forza Italia.

Quanto al Cavaliere si trova in una situazione a sua volta complicata. Ma la suggestione circola e in molti scommettono che si alimenterà ulteriormente di fronte a una collaborazione tra Pd e M5s. Ma soprattutto, Salvini e Di Maio potrebbero cavalcare la questione migranti facendone una delle bandiere dell'esecutivo del fare, avendo peraltro a disposizione le due più formidabili macchine di propaganda sui social, che lavorerebbero a pieno regime, amplificando la portata della minaccia e rilanciando la necessità di un cambiamento di rotta radicale. Forza Italia è il cuore del centrodestra, un partito forte e vitale guidato da Berlusconi e che sarà centrale nel quadro politico attuale e in quello delle prossime settimane.

Di Maio, tuttavia, sa anche che l'elettorato che gli ha dato quei rilevanti consensi il 4 marzo non è ideologicamente omogeneo.

Ciò detto, Berlusconi non può nemmeno tirare troppo la corda. Magari proprio con la scusa del contratto di programma... E nel Partito Democratico è ancora diffusa l'abitudine di discutere in totale libertà (forse troppa, ritengono alcuni, ma nessuno è perfetto) di cosa è giusto o sbagliato per lo stesso Partito Democratico. E, quella che sembra essere una semplice coincidenza, potrebbe avere un peso determinante nella configurazione degli scenari futuri. "Manifestiamo l'auspicio che si possa al più presto creare un dialogo con forze riformiste e progressiste per responsabilmente cercare di dare un governo a questo paese".

Il point sarà in via Manzoni 29, e rappresenta il consolidamento del progetto nato attorno alla figura di Ermes Garavaglia, 47 anni, informatico con incarichi di responsabilità, consigliere comunale uscente ed esponente di spicco del mondo cattolico cittadino, con una storica vicinanza al movimento di Comunione e Liberazione.

Sono da poco passate le 11 e 30 quando il leader di Forza Italia, al termine dell'appuntamento con il capo dello Stato, scandisce che l'Europa "non perdonerebbe certo populismi, dilettantismi e improvvisazioni" al potere. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

C'è però un altro punto su cui Di Maio non è disposto a soprassedere. L'intransigenza spacciata per purezza etica o coerenza ideale assoluta già è una virtù discutibile nella vita privata. Si tratta di un'istanza più che umana e legittima che, al netto del suo tentacolo ideologico, sfida l'individuo a non arrendersi al male, ma a combatterlo con il bene.

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