Lega, Salvini tenta il M5s sul reddito di cittadinanza

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Io mi metto a disposizione. "Il che non esclude che un domani, se si facesse un accordo, si possa lavorare insieme". Ad ogni modo, se il fronte cosiddetto sovranista del centrodestra scalda i motori in vista delle consultazioni al Colle, quello moderato-popolare di Forza Italia vive ore difficili. Salvini è possibilista sulla possibilità della formazione di un governo di lungo respiro.

Il nome più gettonato però, al momento, che è piaciuto allo stesso ideatore del logo, è stato quello lanciato da un altro giornalista vastese, Francesco Bottone dell'Eco dell'Alto Molise-Vastese: "Movimento 5 Ruspe". Poco importa che lei si sia tirata dietro per non dispiacere l'ex Cavaliere, oramai il puzzle era completato, mancava l'ultimo tassello. Ovvero, la voce "reddito di cittadinanza" va declinata diversamente, come anticipato ieri dal fedelissimo Giancarlo Giorgetti.

Lo fa in un giorno in cui, all'interno di FI, cresce la tensione tra chi, come Paolo Romani, boccia l'accordo raggiunto ieri sulla presidenza Casellati e chi, invece, lo difende, come Renato Brunetta e Maurizio Gasparri.

L'elezione dei presidenti delle Camere, rese possibili dall'asse 5S-Lega con FI a traino più o meno forzato, forniscono a Mattarella, indicazioni relative. "Bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche con M5s". "Il problema è il programma", sono le parole di Matteo Salvini. Non c'e' niente di più pericoloso di un povero o di un mediocre ( lo abbiamo imparato dal comunismo) che in pochi istanti venga catapultato tra i comandi del potere assoluto, che una mattina si sveglia e può disporre finalmente della sua vita, ma sopratutto della nostra. Il che la dice lunga sullo stato delle cose ma non su come andrà a finire. A partire dai dem, costretti ad essere solo spettatori delle votazioni di oggi, ma uniti nel sottolineare come, nei numeri e nella tenuta, l'asse Salvini-Di Maio sia solido. "L'Unione Europea - ha aggiunto - ha dimostrato il suo nulla".

Quanto all'eventualità di accettare, in un governo a 5 Stelle, ministri di altri partiti, Di Maio ricorda: "Abbiamo presentato prima delle elezioni una squadra di governo patrimonio del Paese e non solo del Movimento 5 Stelle". È una dimostrazione di forza, ma anche di una direzione politica precisa, che il Movimento ha intrapreso forte di una solida intesa fra Di Maio e Salvini. Con un Berlusconi che si avvia sul viale del tramonto e messo fuori da tutte le istituzioni, i moderati del centrodestra potrebbero trovare casa in un nuovo soggetto politico moderato e centrista.

Piuttosto che precipitare nell'insignificanza, e perdere influenza sulle scelte che toccano il mondo editoriale e finanziario che da sempre rappresentano la sua principale preoccupazione, Silvio Berlusconi potrebbe dare il via libera a un governo Frankenstein Lega-5 Stelle. Si tratterebbe, con tutta probabilità, soltanto di uno strappo rimandato, una toppa apposta all'uopo con diverse mani allungate e pronte a rimuoverla alla prima occasione.

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