Dazi, Trump firma le esenzioni. Unione Europea salva (per ora)

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Il confronto, soprattutto nell'ambito tecnologico, sta uscendo dall'ambito retorico visto finora per passare alle misure pratiche, ossia, si sta alzando di livello: per esempio, qualche giorno fa la Casa Bianca ha improvvisamente bloccato 142 milioni di dollari di acquisizione della Qualcomm, un produttore americano di chip, da parte di Broadcom, un'azienda di Singapore. Se l'amministrazione Trump non farà marcia indietro.

L'obiettivo reale è la Cina, dunque, responsabile della metà del deficit commerciale statunitense e paradossalmente fra i Paesi meno danneggiati dai dazi su acciaio e alluminio, cosa che aveva suscitato grandi perplessità sulle reali intenzioni della Casa Bianca mandando il fibrillazione le cancellerie d'Europa e di mezzo Occidente. "Il Presidente annuncerà le misure che ha deciso di adottare sulla base della ricerca dell'articolo 301 su come la #Cina sta rubando tecnologia e proprietà intellettuale negli Stati Uniti". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Allo stesso tempo i 28 "sostengono con forza i passi intrapresi dalla Commissione per assicurare che gli interessi dell'Ue siano pienamente protetti e si riservano il diritto, nel rispetto delle regole del Wto, di rispondere alle misure Usa in modo appropriato e proporzionato".

Le proposte degli Stati Uniti elencano 1000 prodotti che potrebbero essere presi di mira con un'imposta del 25%, previa discussione con le parti statunitensi interessate.

Per ora l'Europa ed altri Paesi alleati degli Usa sono stati risparmiati, con Trump che ha sospeso temporaneamente i dazi sull'import di acciaio ed alluminio che avrebbero dovuto entrare in vigore dal 23 marzo. A partire da quella del Procuratore generale della California Xavier Becerra, il ha detto che il suo Stato continuerà la battaglia legale contro il divieto. Ecco come si spiegano già le annunciate esenzioni per il Messico e il Canada.

La guerra commerciale è con la Cina. Queste affermazioni sono ugualmente oggetto dell'indagine del Congresso. Pesante il bilancio di Shenzhen, seconda piazza della Cina continentale, che ha lasciato sul terreno il 4,49%. "Ma è il primo di molti", ha ammonito.

In sintesi i poteri del presidente sono notevoli e gli annunci sul dazio e l'altro sul sorprendente incontro con Kim Jong-un ce lo confermano ma rivelano altresì la volubilità di Trump.

Anche la situazione politica costringe la leadership a una risposta forte. "Per me niente è più importante della sicurezza dell'America".

Perché tutte le borse mondiali hanno reagito negativamente all'annuncio di nuovi dazi sulla Cina?

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