Camere: Salvini,a Senato votiamo Bernini

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Una donna si è qualificata come la mamma della lavoratrice e ha accusato Matteo Salvini di aver chiesto il licenziamento della figlia. L'accordo sul nome di Renzo Tondo, uomo di Forza Italia, potrebbe essere rimesso in discussione in favore di Massimiliano Fedriga, capogruppo uscente della Lega alla Camera e da sempre in pole per la presidenza della Regione.

Figlia d'arte, il padre è il giurista e politico Giorgio Bernini, Anna Maria ha casa a Bologna, ed è stata sposata con Luciano Bovicelli, luminare bolognese della diagnosi prenatale scomparso nel 2011. Nell'incontro i leader della coalizione hanno discusso della presidenza delle Camere, in vista dell'apertura di venerdì. Il presidente Sergio Mattarella, intanto, inizierà le sue consultazioni con i leader dei partiti all'inizio del prossimo mese.

Matteo Salvini assicura che la scelta di votare Anna Maria Bernini è stata presa perché "se tutti rimangono fermi sulle loro posizioni qua si fa notte".

"Abbiamo dato la disponibilità di votare un esponente di Forza Italia, speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità", ha concluso Salvini rivolgendosi evidentemente sia a FI che al M5S. Ma gli street artist sono comunque riusciti a colpire. Immediato il vertice di Forza Italia da Silvio Berlusconi che attacca: "Quello della Lega è un atto di ostilità e smaschera il progetto di governo Lega-M5s". Non dovesse essere Bernini, come traspare da quanto affermato da fonti autorevoli di Forza Italia, il leader dei pentastellati si è detto disposto ad appoggiare la nomina di un profilo simile. Un rischio troppo grande per la Lega che ha deciso di non assoggettarsi alle "ragioni" del cavaliere di Arcore, rivendicando un ruolo da protagonista, forte anche del risultato elettorale che ne ha fatto il primo partito del centrodestra. Il post provocatorio recita queste parole: "Sapete chi è l'unico assente in Senato oggi? Domani ci sono le votazioni per i membri del Senato e della Camera quindi forse lo scopriremo..."

Ma sembra questa la possibilità meno gettonata: Lega e M5s hanno abbastanza voti per esprimere un presidente in autonomia. La Presidenza del Senato dovrebbe andare al centrodestra, alla coalizione vincente composta da Salvini-Berlusconi-Meloni; la presidenza della Camera al Movimento Cinque Stelle.

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