Immacolata Villani è stata uccisa: due volte

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Mentre i due discutevano animatamente, si è sentito uno sparo e poi l'assassino è scappato via.

Due ombrellini appoggiati al muro impediscono che la pioggia inquini la scena del crimine: sotto c'e' il cadavere insanguinato di Immacolata (Imma) Villani, 31 anni compiuti il 12 gennaio.

"Ora dobbiamo pensare alla bambina" dice il sindaco Francesco Ranieri spostando l'attenzione sulla figlia di 9 anni di Imma, ieri rimasta da sola a scuola con le maestre in attesa dell'arrivo degli zii materni cui è stata affidata. La vittima, 31enne, è stata raggiunta da un colpo d'arma da fuoco, sparato da distanza ravvicinata. In queste missive, mai inviate e indirizzate sia alla moglie che ad un amico, l'uomo si sfoga e parla di giustizia privata: le parole sono ora al vaglio degli investigatori che stanno provando a ricostruire le dinamiche interne alla coppia, per capire in quale contesto è maturata la tragedia. Per questo motivo, quel giorno dopo l'ennesima discussione da cui era probabilmente uscita con un braccio rotto (anche se in caserma aveva spiegato di esserselo fratturata cadendo in maniera accidentale), si era fatta accompagnare in Questura e aveva querelato l'ex marito e la madre.

Tutto aveva inizio quando 14 anni fa l'uomo procurava gravi lesioni alla donna, mandandola in ospedale, dove veniva operata d'urgenza per lesioni interne. Come Comune di Terzigno abbiamo fatto tanto in termini di prevenzione sui casi di femminicidio. "Evidentemente non basta, dobbiamo fare ancora di più". È successo tutto intorno alle 8.15, secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, che hanno ascoltato alcuni testimoni. Sono state subito sequestrate dai carabinieri e consegnate alla Procura di Nola, che coordina le indagini di un fascicolo che, dopo il suicidio di Pasquale, è destinato all'archiviazione. Nelle corse settimane si erano susseguite una lite per futili motivi, la denuncia, l'abbandono da parte della donna della casa in cui ormai vivevano da separati, la controdenuncia della suocera. In circa il 46% dei casi, l'omicidio avviene proprio per mano di un partner.

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