Salvini rivendica: "Centrodestra unito", ma FI frena

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"Da oggi, in accordo con Luigi Di Maio, inizieremo le interlocuzioni con gli altri gruppi politici per le presidenze di Camera e Senato", annunciano dal blog i capigruppo designati Giulia Grillo, e Danilo Toninelli.

Nel caso del Centrodestra però potrebbe verificarsi una sorta di ritorsione. Ma un altro sondaggio è forse alla base dell'attivismo di questi giorni di Salvini, che dice di "aspettare la chiamata di Mattarella" per provare a formare il governo ma intanto continua il tour dell'Italia come se il voto non si fosse ancora consumato: è quello sulle attuali intenzioni di voto degli italiani.

Il famoso piano B partirebbe un secondo dopo l'ultimo no del Pd.

È quindi naturale la spinta che arriva anche dall'inerzia alla soluzione della crisi con l'incarico a una personalità scelta da Salvini e Di Maio. Una nuova legge elettorale?

Anche se la Corte d'appello - fa sapere il Segretario Lega Nord Emilia Gianluca Vinci - ci ha già detto un primo parziale no. Un diniego legato al fatto che alla Corte d'appello spetterebbe soltanto il riconteggio delle schede contestate e non di quelle nulle, che spetterebbe al Senato una volta insediato. Anche perché entrambi chiedono la stessa cosa per sé: la presidenza del Consiglio.

Un governo M5S-Pd? "Mi sembra strano che vada al governo chi è stato sonoramente bocciato dagli italiani". Salvini non intende rompere con il centrodestra, nonostante Berlusconi non gli creda. In una sola arancia di quelle c'è più del doppio del lavoro che lei abbia mai fatto in tutta la sua vita. Nonostante fosse candidato anche in Lombardia, Liguria, Lazio e Sicilia, è in Calabria, dove è andato peggio, che ottiene il seggio, per l'ennesimo paradosso di una legge elettorale pessima che a due settimane dal voto ancora non ci ha restituito la composizione finale del Parlamento. E poi non dimentichiamo il Pd. E con il quale magari fare asse, se ci fosse qualcuno in grado di raccogliere l'assist e rilanciarlo, prima che il progetto salviniano di una "Lega-Italia" che fagocita gli azzurri divenga realtà. E il motivo non è solo l'assenza dalla scena di Berlusconi, ma anche di una figura che dovrebbe rappresentare con voce unica il partito. Una telefonata tra il capo politico dei Cinquestelle e il leader della Lega, ufficialmente per aprire la partita della presidenza delle Camere ma, realisticamente per cominciare a lavorare su un'ipotesi di governo.

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