40 anni dal rapimento di Aldo Moro: chi ha più filo tesserà

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"Il sequestro del leader della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, avvenuto il 16 marzo ad opera delle Brigate Rosse, segna il punto più alto della strategia della tensione e degli Anni di piombo".

Il Capo della Polizia ha espresso il "rammarico personale e degli uomini e delle donne che ancora oggi, in nome di quel sacrificio, rendono un servizio al Paese vestendo una divisa: c'è una sorta di perverso ribaltamento del 'vae victis'".

Alla vigilia dell'anniversario Maria Fida Moro, figlia dello statista, ha pubblicato un video appello intitolato "Adesso basta". Moro tira dritto e risponde che "la democrazia cristiana non è un partito cattolico, ma di cattolici che operano in politica".

Molti aspetti della vicenda sono tutt'oggi un mistero. E' a loro infatti che idealmente l'autrice sembra rivolgersi, anche in un estremo tentativo di rendere finalmente giustizia alle vittime e alle loro famiglie ricostruendo la verità storica. Un rebus che, pur non trovando ancora una soluzione, è di grande importanza per avere una maggiore consapevolezza sul presente del nostro Paese. Capi segreteria, magistrati, studiosi, e curiosamente, all'inizio, il doppiatore e attore Francesco Pannofino, che in quel 1978 aveva 19 anni, abitava in Via Fani e quella mattina fu uno dei primi testimoni dei fatti, come dimostra descrivendo la dinamica con precisione e una lucidità commossa.

L'iniziativa, avviata nel maggio 2012 in presenza del cancelliere della Curia metropolita barese, Paolo Bux, è della Fondazione dei Centri studi Aldo Moro e Renato Dell'Andro, guidata dall'ingegner Luigi Ferlicchia, già assessore regionale dc, nonché fedelissimo dell'artefice del compromesso storico e fervente promotore di attività tese ad onorarne la memoria.

Ma non nascerà nessuna nuova fase, se non si saprà rispondere a quell'invito inascoltato di Moro, di una stagione cioè dei doveri, delle responsabilità, accanto a quella dei diritti.

Quasi due mesi di spionaggio, controspionaggio, dissimulazioni, falsi d'autore, lettere autentiche, lettere filtrate, lettere omesse, messaggi in codice, messaggi più o meno chiari, telefonate, vertici segreti, trattative parallele, volantini, ultimatum, beffe, ansia, terrore, precarietà, tentannamenti, bugie, omissioni e soprattutto... depistaggi. Per opporsi a questo accordo le Brigate Rosse sequestrarono Moro proprio mentre si stava recando in Parlamento dove avrebbe votato la fiducia al primo governo con il sostegno dei comunisti.

Anche Mediaset ricorda la strage di Via Fani e il sequestro Moro: questa sera, venerdì 16 marzo, in occasione del 40ennale sarà ospite di Quarto Grado il generale Mario Mori, allora comandante della Sezione Anticrimine del Reparto Operativo di Roma. Zaccagnini riceve un'altra lettera di Moro, che chiede funerali senza uomini di Stato e politici. Ma dalle testimonianze che ho raccolto per scrivere Strani eroi ho scoperto che non esiste persona, da nord a sud e di qualsivoglia estrazione sociale o politica, che non ricordi nitidamente cosa stesse facendo il 16 marzo 1978. Rinchiuso in una stanza, dove era al muro un quadro di Moro, Colasuonno si raccolse a pregare, invocando il suo aiuto. Un fine esponente di quella Prima Repubblica che ha ricostruito l'Italia dalle macerie della guerra.

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