Catalogna, vittoria degli indipendentisti

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Tutto vero: prima le violenze della polizia inviata da Madrid per bloccare il voto referendario del 1 ottobre, poi l'applicazione dell'articolo 155, si sono rivelati come pesanti boomerang che hanno ridotto il Pp del premier a un inedito ruolo di fanalino di coda nel panorama politico catalano. In un edificio nel centro di Bruxelles, dove aveva organizzato il suo quartier generale, era mezzanotte. Festeggia Inés Arrimadas, la candidata della formazione di Albert Rivera andalusa di nascita ma catalana di adozione, che porta a casa un risultato storico, sconfiggendo i popolari di Rajoy e confermandosi come il volto della Catalogna Unionista.

Nonostante l'esigua maggioranza e le ampie differenze politiche all'interno del fronte separatista, il voto ha deluso le attese di chi, in primis Rajoy, puntava a una mobilitazione della 'maggioranza silenziosa' catalana contro l'indipendenza. E' stata principalmente virtuale. Il dato finale in quel caso era stato record, con il 74,95%, cifra che potrebbe essere di nuovo toccata in questa elezione.

Settimane convulse che abbiamo provato a raccontarvi per arrivare a ieri, al 21D e ad una giornata di partecipazione di massa: oltre l'82% degli aventi diritto si sono recati alle urne. Ora, però, per il leader del JxCat "anche l'Europa deve tenere conto" della vittoria degli indipendentisti nelle elezioni in Catalogna. Testa a testa con il partito unionista Ciudadanos, accreditato di 34-37 seggi.

Insomma una grande confusione, considerando uno che i vincitori indipendentisti sono tanti partiti divisi tra loro, e due che i leader separatisti, tra cui dovrebbe esserci il nuovo presidente catalano, al momento sono in esilio arrestati o in galera. In un chiaro segnale del conflitto che lacera la società catalana sull'indipendenza, il partito centrista fermamente anti-secessione Ciudadanos è in primo partito singolo nell'assemblea regionale, con 37 seggi su 135. Le urne hanno sancito soprattutto la vittoria della nuova lista di Carles Puigdemont, Junts Per Catalunya, nei confronti di Esquerra Republicana, a cui i sondaggi pre-elettorali attribuivano la leadership indipendentista. Per lo stesso presunto reato sono già incriminati il president Carles Puigdemont, i membri del suo Govern e la presidente del Parlament Carme Forcadell. La sessione costitutiva dell'assemblea catalanao si svolgerà il 23 gennaio.

Ma spettera' a Ines Arrimadas, la piu' probabile designata alla presidenza, fare il primo tentativo per un nuovo governo. Così il leader indipendentista Carles Puigdemont, in una conferenza stampa in catalano, commenta il risultato delle consultazioni di ieri. Attualmente in "autoesilio" a Bruxelles, Puigdemont ha poi proseguito: "La Repubblica catalana ha battuto la monarchia sull'articolo 155 della Costituzione: Rajoy è stato sconfitto", sottolineando la necessità di una "rettifica" e dellla "restituzione della democrazia".

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