Juventus-Inter, Allegri Live: "Non si decide lo scudetto"

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Juventus-Inter è alle porte e, per Massimiliano Allegri, la partita dell'Allianz Stadium sarà importante sì, ma non certo decisiva. Non capita spesso di affrontare di fila due prime in classifiche.

La partita di Napoli era un buon test, questa è una sfida scudetto? "Fino alla fine Juve, Napoli, Inter, Roma e Lazio si contenderanno il titolo. Adesso vanno là con la consapevolezza non di partire favoriti ma di potersela giocare, fino a qualche anno fa andavi lì e ti facevi il segno della croce".

Juventus (4-2-3-1): Szczesny; De Sciglio, Benatia, Chiellini, Asamoah; Pjanic, Khedira; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain. Vedrò dall'allenamento di oggi che situazioni ci saranno, ma posso dire che Buffon difficilmente ci sarà.

Mantiene toni bassi e cerca sempre di non volare alto Allegri, che non vuole caricare ulteriormente il match tra la Juventus e l'Inter. Pessimista sul recupero di Buffon, mentre Dybala non è al 100%. Chiosa sull'episodio accaduto a J Tv: "Più che agli interisti si dovrebbe chiedere scusa a tutti quelli che davvero sono costretti a nascondersi nelle fogne".

"Mi aspetto una presa di conoscenza più ferrata e noi dovremo fare più punti possibili". E ancora sulla partita con i nerazzurri: "Sfida scudetto?".

"Atteggiamento? La squadra ha capito il momento ed è diventata molto più responsabile. Concede poco, è una squadra fisica, servirà una partita importante". "Ma tutti quelli che hanno fatto i playoff mondiali hanno avuto problemini al rientro". E' bravo a sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori. La squadra di Allegri, distante due punti dai nerazzurri, avrà la possibilità di prendersi la vetta della classifica in attesa del Napoli e mettersi alle spalle una delle pretendenti allo scudetto. "Hanno una grande disponibilità al sacrificio". Nella sua carriera l'ha battuta una sola volta in campionato, lo scorso maggio nell'ultimo Roma-Juve, poi ha raccolto solo sconfitte (17) e pareggi (3), e anzi un rovescio con la Juve nell'agosto 2009 gli costò l'esonero con la Roma. "Per noi non sarà facile". "Poi mi piaceva che molta Argentina avesse fatto la storia del club".

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