Egitto: attentato contro una moschea nel Sinai, centinaia di morti

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"Le Forze dell'ordine (egiziane) proseguono con l'Aviazione il setacciamento di covi terroristi alla ricerca dei takfiri", i terroristi islamici che hanno compiuto l'attacco di ieri alla moschea nel Sinai settentrionale: lo riferisce un comunicato delle Forze armate pubblicato stamane su Facebook.

Il presidente Egiziano al riguardo ha affermato: "Ci vendicheremo, le forze armate risponderanno con forza brutale". Nel 2013 sono stati oggetto di attacco due santuari sufi nel Sinai centrale.

La moschea colpita è frequentata dalla tribù Al-Sawarka, la maggiore del nord del Sinai.

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Hanno piazzato più "bombe all'interno" della moschea e hanno poi sparato sui fedeli che fuggivano, dopo le esplosioni, e anche alle ambulanze - ne sono arrivate almeno 50 - che soccorrevano i feriti.

Il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, aveva annunciato che l'esercito e la polizia avrebbero vendicato "i martiri" e ristabilito "con la forza la sicurezza e la stabilità in tempi brevi" nella regione. L'azione "non si fermerà finché non avrà colpito tutti coloro che sono coinvolti nell'attacco" alla moschea, hanno affermato fonti militari. "A favorire questa situazione hanno influito le Primavere arabe certamente, ma anche fenomeni laterali come criminalità, smuggling, traffico di beni e esseri umani, che sono avvenuti per lo più nella zona al confine israeliano, sul valico di Rafa che divide l'Egitto da Gaza", risponde Dentice. Quando al Qaida prese il controllo del nord del Mali nel 2012, distrusse le tombe dei santi sufi - considerate sacre nella tradizione - che erano anche considerate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO: fu un grave affronto alla popolazione locale, ma non si arrivò alla violenza fisica, e fu un'operazione criticata dai leader di al Qaida. "Insieme con tutte le persone che vanno alla ricerca della pace e della convivenza pacifica - conclude il nunzio - bisogna condannare, ancora una volta ed energicamente, questo orribile attentato, affidare al Signore e alla sua misericordia coloro che hanno perso la vita e pregare perché guarisca presto chi è stato ferito". "Nella comune lotta contro il terrorismo e l'estremismo religioso - nemici esiziali della libera espressione del culto - l'Egitto potrà contare sempre sul determinato sostegno dell'Italia". Con un post su Twitter il premier Paolo Gentiloni ha voluto esprimere la propria solidarietà verso l'Egitto.

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