Spagna, Puigdemont: "Non intendo chiedere asilo al Belgio"

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Ieri Carles Puigdemont, insieme ai ministri catalani, è stato avvistato in Belgio, nella capitale Bruxelles, ed è circolata l'indiscrezione di una possibile richiesta di asilo politico per sfuggire così alla "cattura" del governo di Madrid.

"Non ci allontaniamo dalla nostra responsabilità, ma abbiamo bisogno di garanzie giudiziarie all'interno dell'Unione europea perché siamo europei, siamo liberi", ha dichiarato l'ex presidente catalano. "Per quanto tempo (resteremo a Bruxelles)?".

L'avvocato di Puigdemont ha provato a giocarsi la carta dell'interrogatorio in Belgio: "Non andrà a Madrid dato che non avrà un giusto processo in Spagna".

"Ci sono dei motivi", ha aggiunto Puigdemont, che ci spingono ad "agire in modo più tranquillo e con maggiore sicurezza" in esilio. Il tentativo di internazionalizzare la crisi catalana e' chiaro.

"Alla comunità internazionale, e in particolare all'Europa, chiedo di reagire". Nel caso in cui la proposta venisse accettata, sarebbero le forze dell'ordine di Bruxelles a dover eseguire l'arresto e a decidere se mantenere gli imputati in carcere fino a che un tribunale non decida in merito alla loro consegna in Spagna. "Dobbiamo mantenere vivo il governo legittimo della Catalogna", ha detto, prima di annunciare che il Pdecat parteciperà alla contesa elettorale: "Sempre che non le demoliscano, ci ritroveremo alle urne". Ha detto che non ha voluto chiedere ai funzionari pubblici catalani di schierarsi e di decidere a quale stato essere fedele. I governi dei 28 continuano a sostenere Madrid. Puigdemont ha tirato in causa esplicitamente le istituzioni Ue, chiedendo durante la sua conferenza stampa a Bruxelles che intervengano nella questione catalana che è "una questione europea". "E sarà trattato come qualsiasi altro cittadino europeo".

La conferma arriva dal suo avvocato: Carles Puigdemont, il leader catalano, è in Belgio. Un'altra parte del governo, guidata dal vicepresidente Oriol Junqueras, "continuera' a condurre la sua attivita' politica a Barcellona".

In compenso, Puigdemont ha manifestato numerose contraddizioni. "Non abbiamo paura della democrazia, al contrario. Se lo stato spagnolo vuole portare avanti il suo progetto con la violenza sarà una decisione sua". Il potere centrale ha inoltre cancellato ufficialmente la dichiarazione di indipendenza della Catalogna, approvata dal parlamento (disertato dagli anti-indipendentisti) lo scorso 27 ottobre.

Nonostante l'attivazione dell'Articolo 155, le manifestazioni imponenti degli unionisti e la fuga di Puigdemont abbiano messo a tacere gli indipendentisti, i sondaggi indicano infatti ancora oggi un probabile testa a testa tra i due schieramenti. E davanti alla Corte Suprema si sono invece presentati la presidente del Parlament catalano, Carme Forcadell, e gli altri cinque componenti della Mesa del Parlament, Lluís María Corominas, Lluis Guinó, Anna Simó, Ramona Barrufet e Joan Josep Nuet.

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