Sarri senza limiti: "Col City voglio 11 con la faccia di c..."

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Dopo il Manchester City, il Napoli sarà atteso dallo scontro al vertice contro l'Inter di Spalletti. Poi il quotidiano sportivo aggiunge: "Otto anni fa, in pieno Guardiolismo, era senza panchina - ricorda il quotidiano - Ora ritrova lo spagnolo che di lui ha parlato in termini entusiastici - Stasera sarà sfida tra due esteti innovatori". "Questo dimostra come nel fare in Lega siano inadatti a stabilire i criteri per la formulazione del calendario". Bisogna giocare le gare importanti. "Se vogliamo diventare grandi dobbiamo cercare di fare risultato". In questo periodo non è un dramma giocare con continuità.

"Sono tutte importanti le partite, quelle di Champions sono più belle perché sentire quella musichetta è straordinario".

La squadra costruita da Guardiola ha dei principi di gioco simili a quelli del Barcellona (e del Napoli), ma è anche un adattamento al contesto.

Con il rischio di avere un giorno in meno di riposo, visto che il match di Champions League di domani sera è a rischio rinvio, a causa della tempesta che si sta abbattendo sull'Inghilterra. Se bastasse applicarsi, il problema sarebbe risolto.

La ricetta per tentare l'impresa, è semplice ma 'gagliarda': "Ai miei chiedo solo di non aver paura, dobbiamo avere il giusto timore. Voglio 11 con la faccia di c. che abbiano la sfrontatezza di palleggiare in faccia al City ", ha detto il tecnico degli azzurri in conferenza stampa.

Numeri che possono far tremare, ma ai quali il Napoli può rispondere forte di undici vittorie nelle dodici partite ufficiali disputate dall'inizio della stagione, compreso il preliminare di Champions contro il Nizza.

"La sensazione di forza del Manchester City non me l'ha data neanche il Real l'anno scorso". Una squadra che gioca bene almeno quanto i partenopei, ma con un più alto tasso tecnico e un ventaglio maggiore di possibilità. "E' vero che tengo a questo record, sarei felice in caso di gol, ma conta di più la vittoria della squadra". E' una gara difficilissima. Per l'allenatore azzurro non ci sarà da preoccuparsi soltanto della fase propositiva, ma bisognerà lavorare molto anche in chiave difensiva, soprattutto nella fase di non possesso palla. D'altronde non poteva che essere così considerando che è stato inaugurato nel 2002. A centrocampo Fernandinho in regia affiancato da due delle mezzali più forti d'Europa, de Bruyne e Silva ed in difesa nessun dubbio su Walker, Otamendi, Stones e Delph al posto dell'infortunato Mendy.

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