Asia Argento e il dito medio agli italiani: "Vergognatevi, siete mostri" FOTO

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"Abbiamo denunciato TUTTE dopo 20 anni perché avevamo paura di quel mostro che è (era) uno degli uomini più potenti del mondo", scrive l'Argento dal suo profilo Twitter, negli ultimi giorni invaso da messaggi offensivi nei suoi confronti.

Dopo Vladimir Luxuria tocca a Selvaggia Lucarelli mettere in discussione la versione di Asia Argento, la quale ha spiegato di aver avuto anche rapporti consensuali con il produttore cinematografico americano Harvey Weinstein. "Mi ha appena chiamato a casa Abel Ferrara, vuole che domani stesso vado a New York per incontrare lui Willem Dafoe e Christopher Walker." così iniziava il fax. E nel marasma dei commenti social che la accusano di volta in volta di opportunismo, di prostituzione, di sensazionalismo, a colpire duro incredibilmente sono soprattutto le donne. "C'è troppa ipocrisia. Sono delle demi-vierges (ovvero semi vergini)".

Molte sono state le altre star che hanno mostrato la stessa opinione della Ventura. All'attrice, risponde Vladimir Luxuria, che su Twitter l'accusa di non essersi rifiutata.

Insomma una vicenda dove tutti si sentono in diritto di dire la loro, facendo prevalere molto spesso il desiderio di mettersi in primo piano più che di analizzare la triste vicenda in maniera critica o per sensibilizzare sul tema degli abusi.

"Eri consenziente, lo stupro è ben altro, tu hai usato i tuoi mezzi per lavorare a discapito di qualche brava attrice che ha detto No". "Evidentemente non sei mai stata violentata, non hai mai provato terrore e vergogna". Monkey - Una donna da salvare, uscito negli Usa nel 1999 quando Asia aveva 21 anni. Ma soltanto Weinstein pronto ad attenderla in accappatoio.

Il fatto di non averlo respinto fisicamente mi ha fatto sentire responsabile. "E' stato un trauma orribile", scrive ancora Farrow sul New Yorker.

Fra confidenze tra amiche e chiacchiere in libertà, Asia aveva scritto a Daniela Fedi: "Stasera c'era un festone per il capo della Miramax, mr Weinstein, che è a Roma, ma io non ci sono andata. Ora lasciatemi in pace".

Contro il produttore si sono scagliate, tra le altre, anche Angelina Jolie e Gwyneth Paltrow. Finché continueremo a trattare le vittime di abuso in questo modo, denunciare costerà più del silenzio e le donne continueranno a tacere.. Questo comportamento verso le donne in qualsiasi campo, in qualsiasi Paese è inaccettabile.

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