Rosatellum: verdetto in serata. Si vota la terza fiducia alla Camera

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Quando Anna Finocchiaro, voce ferma, sguardo ferreo, incurante di tutto e di tutti, come chi ne ha viste tante, pronuncia la fatidica frase il governo pone la fiducia sulla legge elett., l'aula di Montecitorio si trasforma in una corrida catalana, ma senza matador. Voglio dire che, costringendo ad allearsi, questa formula elettorale potrebbe anche garantire la governabilità, a patto che le coalizioni siano stabili, che i patti siano duraturi, che gli accordi siano particolareggiati. E assicura: "Quello che sta accadendo e' una vergogna assoluta contro cui ci opporremo con tutti i mezzi".

Poi dovrà pronunciarsi il Senato ed è difficile fare previsioni perché la legge non gode dello stesso grado di approvazione. A quel punto si alzerà di fatto il sipario sulla campagna elettorale.

Le opposizioni, intanto, affilano le armi. Si tratta di una norma che regola i principi democratici fondamentali. Occorrerebbe invece intervenire sulle leggi costituzionali che disciplinano la forma di Governo.

Certo ci saranno iniziative giurisdizionali che tuttavia rischiano di arrivare dopo che il misfatto sarà compiuto, come avvenne col prorcellum; tanto che nonostante la declaratoria di illegittimità costituzionale del premio di maggioranza, datata dicembre 2013, i premiati sono al loro posto, non rappresentando nessuno, come ha scritto sostanzialmente la Corte, comunque non rappresentando la maggioranza dei voti espressi dai cittadini. "Non voglio credere che sia vero".

Il Movimento Cinque Stelle si è ritrovato davanti a Montecitorio per protestare contro il Rosatellum e la fiducia posta dal governo sulla nuova legge elettorale. Massimo D'Alema, dal canto suo, ha commentato dicendo che "Gentiloni è più mite del suo predecessore ma politicamente dipende da Renzi". "Il susseguirsi ininterrotto di governi abusivi, corrotti, inetti ci ha reso immuni dai sintomi della malattia".

L'unica preoccupazione è quella sul voto finale, che sarà a scrutinio segreto. "Mussolini sulla Legge Acerbo, De Gasperi sulla legge truffa e Renzi sull'Italicum?". Alessandro Di Battista ha parlato di "democrazia in pericolo" e ha definito la fiducia come "atto eversivo". A Montecitorio la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha preso le distanze dai suoi alleati: "È una legge vergognosa, non non potevamo starci e ci dispiace che altri si siano resi disponibili". L'attuale Parlamento quindi è frutto di una legge incostituzionale, cioè illegale e truffaldina.

307 sì, 90 no e 8 astenuti. "Ma quando ho visto i 120 voti segreti, la fiducia è diventata inevitabile". "Con questa legge sarà composto da rappresentanti dei partiti". Invece no. Hanno fatto il Rosatellum che creerà un Parlamento composto per 2/3 da nominati. "Per la seconda volta nella legislatura un governo vuole blindare una legge elettorale, vietando il dibattito in Parlamento", gli fa eco il deputato e segretario di Possibile, Pippo Civati.

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