Legge Elettorale, oggi le prime due fiducie

Adjust Comment Print

Il ministro, nell'annunciare la fiducia tra le proteste vibranti soprattutto dei deputati del M5S, ha specificato in Aula che viene posta sui primi tre articoli dei cinque di cui si compone il testo base della legge elettorale. Alle 14.20 arriva poi la definitiva notizia dal CdM: "sì alla fiducia per il voto sul Rosatellum". Se non passa, il governo cade. E gli ambasciatori dei partiti, del centrodestra e del centrosinistra, del Pd e di Forza Italia, della Lega avevano praticamente chiuso l'accordo - con gli ultimi dettagli e le ultime strette di mano - lunedì sera, in un incrocio di trattative e mediazioni sospinte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il MoVimento 5 Stelle ha annunciato che scenderà in piazza oggi alle 13: i leader del M5s e il suo candidato premier Luigi Di Maio hanno chiesto ai cittadini di protestare pacificamente davanti Montecitorio a partire dalle 13 di oggi. Il coordinatore di MDP, Roberto Speranza, l'ha definita un gesto "oltre i limiti della democrazia". I suoi, alla Camera, non hanno dubbi: "Non c'era altro da fare, non potevamo permetterci un altro buco nell'acqua, si deve dare una legge elettorale al Paese", spiega Andrea Martella. Il voto tanto atteso che ancora una volta cerca di mettere una "pezza" al sistema elettorale presente che vede due diversi testi applicabili a Camera e Senato qualora ci fossero domani le elezioni politiche.

Anche la Sinistra scenderà in piazza domani contro la fiducia chiesta dal governo per approvare il Rosatellum Bis. Poi la palla del Rosatellum bis passerà al Senato.

Copione rispettato, ma chi ha esperienza di altri, passati scontri parlamentari sottolinea che, tutto sommato, ce ne sono stati di assai più duri, alla fin fine non ci sono stati né contatti fisici né scontri né assalti alla presidenza, né minacce. Se a ciò aggiungiamo il fatto che per arrivare all'approvazione della legge si sta, di fatto, espropriando il Parlamento delle sue prerogative, è evidente che il Pd ha dei problemi con il concetto di democrazia. La fiducia fa decadere automaticamente i circa 50 emendamenti proposti dall'opposizione. Aperture nei giorni scorsi sono arrivate da Ala, ma l'eventuale voto di fiducia sullo ius soli sarebbe comunque a rischio, considerando anche il ko della maggioranza sui due emendamenti alla legge europea. La terza votazione è prevista per domani (giovedì), insieme al voto finale.

Collegi, candidati e listePer la Camera introduce 232 collegi uninominali e premierà i candidati che prenderanno più voti degli altri.

In questo momento però non è il momento di indicare formule ma di ricordare con forza il principio fondamentale del valore sistemico e non episodico - strumentale della scelta del meccanismo di traduzione dei voti in seggi e della necessità di una scelta chiara: proporzionale o maggioritario.

Comments