Catalogna, è arrivato il giorno della verità

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Ecco otto domande e relative risposte su quel che potrebbe succedere.

In un incontro riservato ieri a Girona, il presidente del Cercle d'Economia Juan José Brugera, che rappresenta il gotha dell'economia catalana, ha chiesto al presidente della Catalogna Carles Puigdemont di fare marcia indietro perché l'indipendenza rappresenterebbe "una bomba per l'economia catalana". Dunque nessuna prova di forza unilaterale nei confronti di Madrid. Sul piano internazionale regna l'imbarazzo. Un dato che sarebbe confermato anche dai più recenti sondaggi, secondo i quali se si effettuasse un referendum regolare, sarebbe più della metà dei catalani a votare contro l'indipendenza.

Un percorso che porterebbe ad "un conflitto democratico di ampio appoggio cittadino, orientato a generare instabilita' politica ed economica che costringe lo Stato ad accettare la negoziazione della separazione o un referendum obbligato". Fonti vicine al Governo di Barcellona non hanno dubbi, dichiarerà l'indipendenza. Anzi, il capo del governo spagnolo Mariano Rajoy non esclude di sospendere l'autonomia di cui gode la Catalogna se i suoi dirigenti non rinunciano alla minaccia della dichiarazione di indipendenza.

Intanto in queste ore il premier Mariano Rajoy, in un'intervista al Pais, ha lanciato un appello ai catalani "moderati" affinchè si allontanino dagli "estremisti", dai "radicali" e dalla "Cup", partito di sinistra indipendentista. Centinaia di persone sono scese in piazza anche a Siviglia, in Andalusia, per chiedere l'apertura di un dialogo con i catalani, e a Saragozza. L'opposizione teme che Puigdemont possa dichiarare unilateralmente l'indipendenza, come testimonia un altro su virgolettato: "Noi abbiamo aperto la porta alla mediazione, noi abbiamo detto di "sì" a tutte le possibilità di mediazione che ci sono state presentate". Il risultato ottenuto con questo comportamento è stato quello di far crescere il numero di indipendentisti catalani. Si vedono nel filmato delle conservazioni fra leader secessionisti che confermano le divergenze sulla strategia da seguire in vista del discorso di oggi del presidente Carles Puigdemont.

Lambertz: "Crescita disomogenea, ascoltateci" In questo senso il presidente del Comitato delle regioni, Karl Heinz Lambertz, in apertura della seduta ha evidenziato "il fallimento dell'Europa sia sulla distribuzione dei migranti tra gli stati membri che sulla Brexit, rischiando di voltare le spalle ai suoi stessi valori, al suo motto: uniti nelle diversità". Inoltre l'adesione necessita di una ratifica unanime di tutti i paesi Ue, anche della Spagna, un'eventualità che pare molto improbabile.

Come ci si poteva aspettare in Catalogna non l'hanno presa bene.

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