Catalogna (ancora) in piazza, Barcellona è blindata

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Ciò che sta accadendo in Spagna in queste settimane ha dell'incredibile e che non prospetta nulla di buono nel braccio di ferro che si è innescato tra il governo di Madrid e la Catalogna decisa a prendersi la sua indipendenza. Secondo gli organizzatori, al corteo hanno partecipato oltre 950 mila persone. Una severità che, del resto, segue quella dimostrata dalle parole di re Felipe VI nel suo discorso ai cittadini sulla questione catalana: l'unità della Spagna non si tocca.

Una manifestazione certamente con più facce e colori politici. "Difenderemo l'unità della Spagna, #NonSieteSoli" ha twittato.

Nei giorni scorsi, il sindaco di Perpignano, al confine tra Francia e Spagna, Jean-Marc Pujol, ha proposto che Manuel Valls, faccia da "mediatore" europeo nella crisi tra Barcellona e Madrid. "La Spagna e la Catalogna sono unite da cinque secoli e nessuno né niente potrà separarle". In piazza Sant Jaume, un folto gruppo di catalani si è riunito in piazza Sant Jaume per sollecitare il governo di Madrid e la Generalitat a mettersi a un tavolo. Una scelta che sicuramente risulta storica per tutte le istituzioni occidentali, dal momento che non si vedevano dichiarazioni simili dalle dissoluzioni degli imperi coloniali postbellici. Nel primo ha incitato i manifestanti unionisti: "In difesa della democrazia, la Costituzione e la libertà". E il premier Mariano Rajoy, in un'intervista a El Pais, ha dichiarato che "non esclude" di adottare l'art.

Dastis assicura che il governo di Rajoy dispone di "sufficienti possibilita' legali" per rispondere ad una dichiarazione di indipendenza da parte del governo catalano.

Le votazioni per la Catalogna indipendente hanno portato ondate di violenza nel paese: il capo dei Mossos d'Esquadra, Josep Lluís Trapero Álvarez, e alcuni rappresentanti di gruppi indipendentisti indagati per sedizione, sono stati rilasciati dal giudice che li ha interrogati.

L'invio di due convogli militari in Catalogna (ufficialmente per "supporto logistico") fa pensare che Rajoy sceglierà di reagire con la linea dura. La più grande banca catalana sege i passi di Sabadell, che ha approvato in serata il trasferimento della sua sede ad Alicante.

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