Strage di Las Vegas, annullato il red carpet di Blade Runner 2049

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E il suo, di film, arriva a distanza di trentacinque anni dal predecessore. Capace di compiere il miracolo. Molti gli elogi al regista Denis Villeneuve, definito da Leah Greenblatt di Entertainment Weekly "uno dei pochi registi in attività che si possa definire autore [.] è riuscito in qualcosa di unico, elevare il cinema mainstream ad arte".

Un allestimento controllato attorno alla precarietà degli esseri, una pellicola misurata al pari delle trattenute emozioni del protagonista e della cerchia di uomini e donne a lui collegati, tutti composti nella loro bisognosa esigenza di aggrapparsi a qualche solida certezza, che non manca ogni qualvolta di far spaventosamente tremare la propria interiorità.

La première internazionale del nuovo capitolo di Blade Runner, Blade Runner 2049, si sarebbe dovuta svolgere questa notte a Los Angeles, ma la Warner Bros ha stabilito che sarà posticipata di un giorno in seguito ai tragici eventi avvenuti Las Vegas a casa dell'ultimo attentato. L'immensità della terra sabbiosa, il gelo del vento che accompagna la pioggia, compulsiva e ossessiva, trait d'union tra quello che fu e quello che è ora il mondo, i suoi abitanti. Nuovi replicanti e una Los Angeles giallo ocra che già, dicono negli States, ha prenotato l'Oscar (per la miglior fotografia, non come location). Blade Runner esce nel 1982 e scompagina le carte. A inizio 2017 Villeneuve era nelle sale con Arrival, film di fantascienza, sul contatto con gli alieni, adattamento di un racconto dello scrittore Ted Chiang. Ma oltre alla forma è stata preveggente la sostanza: il rivelatorio film di Scott ha immaginato una serie di problematiche sociali e ambientali che sono diventate sempre più diffuse: dal decadimento urbano ai cambiamenti climatici, dall'uso dell'ingegneria genetica alla sovrappopolazione ed ai divari di strati sociali ed economici. Custode di un segreto che potrebbe gettare nel caos le sorti dellintera società, Rick Deckard diviene la chiave di volta di un film che cerca il futuro trovando piuttosto il passato.

Un film semplice nelle dinamiche, pur sempre funzionali e coerenti alla narrazione. Diretto dal regista Ryan Coogler, Black Panther è il primo cinefumetto con protagonista principale un uomo di colore ed è una delle pellicole più attese dal pubblico proprio per la grande fascinazione che questo supereroe esercita sulle persone: intelligentissimo, ricco, Re di una nazione tecnologicamente avanzatissima, T'Challa (Chadwick Boseman) è senza dubbio attesissimo al cinema dai fan Marvel, e non solo. Sulla trama, come richiesto espressamente da Villeneuve con una didascalia, non ci soffermiamo, ma basti come esempio tra i pesi messi sulla bilancia il confronto fra il Tyrell del 1982 e il Wallace di Jared Leto. Impercettibili, intermittenti, perenni. I ricordi, tra creazione e realtà. Spoiler, rivelazioni, colpi di scena: Blade Runner 2049, quando deve parlare, arranca su questi espedienti.

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