Catalunya, violenze e disordini nel giorno del referendum

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Un bilancio che in serata è ulteriormente lievitato raggiungendo quota 761. Gli agenti hanno anche sparato proiettili di gomma per allontanare la folla. L'ex capitano del Barcellona, Carles Puyol, scrive su Twitter "Votare è democrazia!". Persone di ogni età, anche anziane, vengono trascinate via di forza o prese a manganellate, per sgomberare i seggi. Una reazione inaudita e inaspettata, da parte del Governo spagnolo. La popolazione reagisce con forme di resistenza pacifica e passiva. "Dai tempi del franchismo non si vedeva una tale violenza di stato", ha accusato il portavoce del governo Jordi Turull, minacciando di portare Madrid "davanti ai tribunali internazionali".

Il rappresentante ufficiale della Generalitat ha comunicato inoltre che le votazioni sono attualmente in corso nel 96% dei seggi. Tanto che oggi migliaia di persone sono scese in piazza nelle principali città del Paese - Madrid, Barcellona, Siviglia, Santander, Alicante, Valencia e Malaga - per sostenere l'unità del Paese.

Le forze in campo sono, per la Spagna, gli oltre 10mila agenti di Guardia Civil e Policia Nacional inviati da Madrid per impedire il voto. La polizia spagnola usa proiettili di gomma contro le persone che protestano. Nelle immagini si vedono gli agenti che allontanano i pompieri colpendoli con i manganelli sulle gambe e con calci.

Un referendum costituzionalmente illegittimo, ferocemente represso nel sangue con diecimila soldati che tirano fuori a manganellate la gente dai seggi, sequestrando urne e schede, bloccando internet è la più grande sconfitta della Spagna dalla fine della dittatura del generale Franco, la cui ombra si stende su tutta l'Europa delle banche e delle multinazionali, delle lobby.

Gli errori strategici dello stato spagnolo sulla questione catalana sono antichi e noti ma finora, grazie a un buon mix di strategie azzeccate e stratagemmi, il governo era sempre riuscito a far valere la voce della legalità. E racconta di come i cittadini abbiano presidiato molti seggi durante la due notti prima del referendum, per impedire che venissero chiusi. Un portavoce del comitato promotore ha però subito rassicurato che "Si voterà lo stesso". Puigdemont tuttavia ha votato in un altro seggio, riferisce la tv pubblica Tv3.

Tensione alta in Catalogna dove oggi, a partire dalle 9, si vota per il referendum indipendentista dichiarato incostituzionale.

La Catalogna affronta la giornata più delicata della sua storia più recente. In migliaia comunque si trovano già in coda in attesa del voto, e le schede elettorali sono pronte.

La giornata chiave sugli sviluppi dell'esito referendario sarà il 3 ottobre, giorno in cui sarà di scena uno sciopero generale in Catalogna per denunciare la repressione dello stato spagnolo.

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