Milan - Niente Ancelotti, Carletto ha già deciso la sua prossima squadra!

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"Milan prendi Ancelotti", parola della vecchia gloria del Milan Kaladze (interpellato dal Corriere dello Sport), impegnato ieri sera nella sfida delle stelle di Tblisi tra Georgia e World Stars.

"Non è un problema e mai lo sarà, sa di dover migliorare". In realtà ce ne sono stati pochi a livello muscolare, per i crociati è legato credo al numero delle partite. "Loro hanno perso una sola partita, hanno un super attacco. Colgo l'occasione per ringraziarlo per il lavoro svolto in questi anni al mio fianco". Il modulo? Andiamo avanti così, questo è l'assetto che ci dà maggiori sicurezze. "Contro il Rijeka mi è piaciuta la reazione avuta sul 2-2 e questo spirito spero di rivederlo in campo e che rimanga addosso ai giocatori". Non sono bastati l'assist a Musacchio e il dolore avvertito all'inguine sul finale di partita, lui deve sempre essere al top.

Quale critica dà più fastidio? E' una partita molto importante, ma non determina tutto. L'ex CT azzurro campione del mondo nel 2006 sarebbe infatti il primo nome sulla lista dei dirigenti rossoneri, insieme a Carlo Ancelotti. "Il resto, lo ripeto, è tutta una esagerazione che non mi turba". Il Milan ha giocatori di spessore tecnico e psicologico per queste gare.

Forse Bonucci era convinto che la forza di quella difesa che per anni era stata in valicabile alla Juventus fosse proprio lui, tanto da arrivare al Milan con la certezza di poter fare bene indipendentemente da chi avesse affianco. "Poi ci siamo dati delle risposte".

C'è difficoltà a gestire il gruppo, la pressione e l'ambiente? Lui sta iniziando a parlare anche italiano ma sa parlare la lingua del calcio. Almeno in termini di risultati. Quando c'è una rivoluzione, bisogna fare delle scelte immediate. Nessuna squadra ha vinto subito dopo tanti cambiamenti. La Roma ha la stessa formazione dell'anno scorso più Kolarov e Alisson. Assolutamente no, sono particolarmente contento. Sono certo che faremo una grande partita. Ora c'è grande entusiasmo.

Di altro tono la conferenza di Di Francesco, con la Roma che sembra aver dimenticato in fretta la sconfitta con l'Inter arrivando da quattro vittorie consecutive in campionato. Affrontare la Roma è un circolo di emozioni.

Tante emozioni, è casa mia.

Conferme, dunque, anche dal punto di vista tattico. Dzeko, nonostante qualche gol sbagliato di troppo, è ancora dominante nell'area avversaria, e Manolas sta ritrovando la concentrazione dei giorni migliori, dopo una stagione al di sotto delle precedenti e un'estate quantomeno tribolata. Sono cambiati i ritmi, gli allenamenti, i viaggi come quello di Baku. Ogni piazza ha le sue pressione, i suoi umori, le sue aspettative.

"Sento un'aria di cambiamento, a mio modo di vedere la squadra si è sbloccata e non ha più ansia, ha fatto quella svolta definitiva".

Non è egoista, ha fatto un'ottima prestazione. Suso deve crescere ancora tanto. Un 3-4-1-2 già capace di vincere uno scudetto al Milan nel 1999 dopo il conclave giocatori-Zaccheroni. Mi dispiace per il ragazzo, ma potrà darmi qualcosa di più.

Conosciamo le sue caratteristiche.

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