Per il voto in Catalogna

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La Spagna, infatti, sta tentando il tutto per tutto per evitare il consultazione popolare sull'indipendenza della Catalogna del 1° ottobre, indetta dalle autorità locali contro il parere del governo spagnolo e della Corte Costituzionale. Da una parte la polizia regionale della Catalogna, la Mossos d'Esquadra, che conterebbe 16.800 agenti. La Guardia Civil aveva segnalato ai giudici che l'app forniva in tempo reale gli indirizzi dove sarebbero stati organizzati all'ultimo momento i seggi ufficiosi, dopo la chiusura di quelli ufficiali da parte della polizia sempre su ordine della magistratura.

La sfida della Catalogna al governo spagnolo di Mariano Rajoy è al punto di non ritorno. Il governo ha affittato tre traghetti, uno dei quali, molto preso di mira dalle ironie in rete, decorato dai personaggi dei "Looney Tunes", per ospitare gli agenti nei porti di Barcellona e Tarragona.

Non solo. Come ulteriore deterrente, l'Agenzia di protezione dei dati del governo spagnolo ha minacciato di imporre multe fino a 600 mila euro alle persone che formeranno i seggi elettorali. "È troppo presto per valutare se il nuovo governo regionale sceglierà di negoziare un accordo migliore per la Catalogna con il governo centrale, anche finanziariamente, oppure preferirà un approccio più radicale e confrontativo". Secondo un sondaggio pubblicato oggi il 63% del 5,3 milioni di elettori catalani è pronto a votare comunque domenica, se ci saranno le condizioni per farlo.

Le ragioni per essere arrabbiati ci sono ma il muro contro muro non porta a nulla. Il governo catalano del presidente Carles Puigdemont dovrà rispondere davanti ai tribunali per la grave slealtà istituzionale di cui si è reso responsabile.

Anzi proprio a fronte dell'entrata di partiti nazionalisti in numerosi parlamenti nazionali, ora più che mai servono azioni europee concrete per fare fronte a spinte indipendentiste e nazionaliste che tentano di riflettere un disagio sociale che ha radici profonde. Nella giornata di voto sono attese nuove manifestazioni nel centro di Barcellona.

Inoltre, se l'autodeterminazione dei popoli rimane un principio fondamentale del diritto internazionale, non esiste nessuna disposizione europea che affronti la disintegrazione di uno Stato membro. I membri dei seggi rischiano multe? "Non sto disubbidendo, sto ubbidendo al Parlamento della Catalogna", ha affermato sottolineando che i Trattati internazionali firmati anche dalla Spagna riconoscono l'autodeterminazione dei popoli anche se non c'è accordo con lo Stato. Di certo si sa che molti gruppi di volontari si stanno organizzando per svolgere attività e restare a dormire all'interno delle scuole, impedendo che vengano sgombrate. Il vice presidente catalano Oriol Junqueras ha assicurato che per i seggi che fossero eventualmente chiusi sono previste "alternative", mentre tutti i leader indipendentisti hanno lanciato appelli a un voto pacifico. Lo spazio aereo sopra Barcellona intanto è stato chiuso ai voli privati e agli elicotteri fino a lunedì. Numeri, spiega lo stesso portale, che sono cresciuti del 10% nelle ultime settimane proprio a causa del pugno duro utilizzato da Madrid per impedire la consultazione. "Mi piacerebbe che usassero gli stessi standard" della polizia catalana: "Non standard politici, su ordini politici, ma attività di polizia e standard professionali".

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