La saudita che voleva essere libera di guidare

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Pochi giorni fa, l'Arabia Saudita ha concesso alle donne per la prima volta nella storia di andare allo stadio e prendere parte ai festeggiamenti per l'anniversario (l'87esimo) della fondazione del regno.

Il crollo dei prezzi mondiali per l'oro nero dell'Arabia Saudita ha dimezzato i ricavi del principale produttore di petrolio al mondo, un paese dove le persone hanno sempre vissuto con benzina a tasso zero, acqua ed elettricità gratuite. Il messaggio del real time marketing di Ford, insomma, è chiaro: era davvero ora che anche le saudite potessero sedere al volante. Il Paese saudita era l'unico paese al mondo dove alle donne era vietato guidare: chi infrangeva la norma veniva multato o addirittura incarcerato. A giungo 2018 dovrebbero essere rilasciate le prime patenti e da quel momento in poi le donne potranno guidare.

Il decreto di re Salman prevede che sia costituito entro 30 giorni un panel ministeriale per dare attuazione alla decisione rivoluzionaria. Quest'ultima, che oggi vive in Australia, è diventata il volto di Women2Drive, la campagna, nata sulla scia delle primavere arabe scoppiate in quel periodo, che ha richiesto a più riprese (nel 2011 e nel 2013) l'abolizione del divieto attraverso atti di disobbedienza civile, come appunto quello di guidare in pubblico.

La rivoluzione storica, simbolica, culturale ma anche economica si deve al principe Mohammed bin Salman che ha deciso di sfidare i religiosi e promuovere questa svolta clamorosa.

In Arabia Saudita, scrivono Paul e Torchia, vivono circa un milione e mezzo di lavoratori stranieri impiegati come autisti.

Gli interrogativi sono molti e riguardano soprattutto il modo in cui la decisione del re verrà applicata, non è da escludersi infatti, un limite di età che permetterà di guidare solo alle donne adulte. E non mancano le punte di ironia: sui social network è circolata oggi una foto di un'automobile ricoperta da un velo islamico che copre anche il volto, a ricordare il rigido divieto imposto alle donne di mostrarsi senza veli. Le attiviste dei diritti femminili in Arabia Saudita hanno applaudito il provvedimento.

Scivolone della Ford a parte, anche le case automobilistiche concorrenti non si sono lasciate scappare l'occasione di celebrare l'ingresso delle donne saudite nel mercato delle auto.

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