Juventus, Higuain: "Grazie a tutti quelli che ci sono stati sempre"

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Poi sulla trasferta a Bergamo: "Affrontare l'Atalanta è sempre difficile". Hanno fatto una bella partita difensiva, chiudendo gli spazi. Mandzukic manda al cross Alex Sandro, Higuain ci prova prima di sinistro ma il suo tiro viene respinto, sulla ribattuta va col destro e insacca facendo esplodere lo Stadium. E' un giocatore importante per noi e lo è sempre stato nonostante queste due panchine. Il binomio stuzzica senza ombra di dubbio gli italiani che, lo sappiamo, sono un po' tutti CT per natura. I 36 gol messi a segno nella stagione 2015-2016, che gli sono valsi il passaggio alla Juve, li ha realizzati in un Napoli totalmente diverso rispetto a quello di oggi. Deve avere l'ambizione di confrontarsi con i migliori del mondo. È stato preso come un simbolo e pagato come tale e deve diventarlo, quando i simboli attuali dovranno fare i conti con la carta d'identità. "Non siamo disposti a giocare questa partita tanto per giocare.". La squadra ha bisogno di lui, domani giocherà. Howedes lo stesso, speriamo di averlo dopo la sosta. Marchisio sta lavorando e speriamo di averlo al prima possibile. In difesa la coppia centrale sarà formata da Chiellini e Barzagli.

Sulle analisi video: "Io non sto ventisei ore a preparare una partita, sono un allenatore naturale e non costruito". Lui è arrivato alla Juventus lo scorso anno e ha subito vinto, ora si deve confermare. Di Francesco rinuncia a De Rossi, ma ripropone un El Shaarawy in stato di grazia e rispolvera Defrel a supporto di Dzeko.

"Preoccupazioni di formazione non ne abbiamo". Chi si sta riposando o sta recuperando, sarà utile più avanti. Ancora da titolari partiranno Pjanic e Matuidi, con gli esterni micidiali rappresentati dal brasiliano Alex Sandro e il colombiano Cuadrado.

Domani è l'ultima di sette partite in venti giorni. Dobbiamo sicuramente migliorare nella qualità del gioco e con i singoli giocatori: "ma c'è tutto il tempo per farlo".

ANCELOTTI - "Fortunato, esonerato solo una volta in trent'anni". A tutt'oggi è riconosciuto come uno degli allenatori più bravi del pianeta, nonché uno dei più pagati, e non a torto: le sue squadre portano risultati, inutile negarlo. "E' un giocatore che in quel ruolo può ambire a diventare un giocatore importante" ha concluso. "È facile starmi vicino quando le cose vanno bene, ma sono in pochi che restano quando le cose vanno male". Pjaca? Lo valuteremo dopo la sosta, non è vicinissimo ma neanche lontanissimo.

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