Angela Merkel vince ma perde consensi

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"Ho telefonato ad Angela Merkel, proseguiamo con determinazione la nostra essenziale cooperazione per l'Europa e per i nostri paesi", ha dichiarato il Presidente francese.

La più grossa fetta di voti l'AfD l'ha ricevuta oggi dagli ex astensionisti: circa 1,2 milioni di tedeschi che nel 2013 avevano disertato le urne, questa volta hanno dato la loro fiducia all'estrema destra populista e xenofoba, regalandole un ricco 13,1% e circa 80 seggi nel futuro Bundestag.

Frauke Petry, leader della destra nazionalista di Alternative fur Deutschland (AFD), dopo la diffusione degli exit poll, ha parlato di "terremoto politico". La Repubblica federale tedesca, dal 2005, è guidata dalla cancelliera Angela #merkel del partito CDU, l'unione cristiano democratica. Una flessione di 8 punti rispetto alle ultime consultazioni del 2013, ma quanto basta a garantirle un quarto mandato da Cancelliera. Il commento a caldo della Merkel è chiaro ed intellettualmente onesto: "Non dobbiamo tanto girare intorno al discorso: speravamo in un risultato migliore". L'Unione Cdu-Csu rimane il partito più forte nonostante le perdite pesanti in parlamento, ma dopo l'annuncio di Schulz la Große Koalition appare una prospettiva sempre più lontana. Abbiamo un nuovo compito, far tornare gli elettori che hanno votato per l'Afd. La classica grande coalizione con i socialisti tuttavia non sembra al momento percorribile, soprattutto a causa del partito di Martin Schultz.

Ma il dato pare oramai tratto: il continuo ondeggiare fra posizioni più radicali prima e più centriste poi da parte di Schulz gli ha fatto perdere consensi, tanto che gli analisti più attenti paventano per l'SPD il risultato peggiore della sua storia da quando presenta un candidato alla cancelleria. L'ingresso dell'Afd nel Bundestag può essere minacciosa, può rappresentare un pericolo.

A conferma dei risultati, la composizione del Parlamento vedrebbe 238 seggi a Cdu-Csu, 148 ai socialdemocratici, 95 all'Afd 95, 78 ai Liberali, 66 alla sinistra di Linke 66 e 65 ai Verdi. Per questi entrare nel governo significa contrattare. E proprio con Verdi e liberali, probabilmente, Angela Merkel dovrà cercare l'alleanza per governare. Ma resta il nodo della governabilità. "Non potete costringere i Verdi e noi a fare una coalizione solo perché la Spd si tira indietro", ha aggiunto Wolfgang Kubicki, vice leader dei liberali della Fdp in Germania. Ciò premesso, i risultati di questo fine settimana sono quelli che più incuriosiranno nei prossimi mesi. Se quelle sono state sorprese positive, non possiamo dire lo stesso in questo caso.

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