Basket: Europei, Serbia-Italia 83-67, gli azzurri eliminati

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È lì che ha pagato l'Italia.

Gli azzurri perdono contro una Serbia implacabile, per la terza volta consecutiva nel torneo continentale l'Italia esce ai quarti di finale. Nella ripresa la Serbia, nonostante le brutte percentuali di Bogdanovic, riesce a rimanere sulla doppia cifra di vantaggio, sfruttando i tagli di Jovic e Lucic.

La Serbia affronterà domani la Russia in semifinale, che poco prima che scendano in campo gli azzurri batte la Grecia 74 a 69. Dragic può contare sul supporto di Luca Doncic, che dopo un finale di stagione non entusiasmante con il Madrid ha ritrovato il sorriso con la Nazionale. Al rientro sul parquet, prova subito a riaprire la partita la Russia, che va a segno con una tripla di Vorontsevich. Il minuto di sospensione sortisce gli effetti sperati, in quanto Marjanovic si rende autore di una importante stoppata su Mozgov.

L' impegno è di quelli che regalano a chi li gioca la sensazione di dover tirare fuori tutto ciò che di più nascosto sia sempre rimasto nel profondo dell' animo. Ma lì l'ha soffocata Bogdanovic, che ha proiettato i "plavi" fino a margini pesanti e ingiusti (anche +18). Finisce 83-67, la Serbia sfiderà in semifinale la Russia mentre per l'Italia si apre il nuovo ciclo guidato da Meo Sacchetti. La Russia non riesce a trovare le dovute contromisure ed allora Bazarevich decide di fermare il gioco. Contropiedi molto efficaci di Bogdanovic e Marjanovic, 30-25 Serbia. La Russia con carattere resta aggrappata alla partita anche nell'ultimo parziale, trovandosi a -2 (73-75) a 4' dal termine dopo l'ennesimo canestro di un sontuoso Shved (33 punti fin qui con 8/20 dal campo). I ragazzi sono stati sono estremamente concentrati e hanno tratto il massimo dalla loro forza fisica, dall'intelligenza in ogni attacco. A creare il parziale decisivo per chiudere la partita è il neo-giocatore dei Sacramento Kings, Bogdan Bogdanovic (22 punti) che dirige magistralmente il gioco offensivo della Serbia.

Nel secondo quarto la Serbia sale pazientemente di tono, con Melli, Burns e Hackett che provano ad ammortizzare l'impatto.

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