Bimba di quattro anni muore di malaria: puntura di una zanzara?

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Malaria che aveva colpito una donna di sessant'anni che col marito viveva in un podere vicino alla Diaccia Botrone, che nei tempi critici della Maremma funestata dalla malaria era stata definita "la fabbrica delle zanzare". Si sta indagando anche su un suo ricovero avvenuto a ferragosto nel reparto di pediatria delll'ospedale Santa Chiara di Trento, nello stesso periodo in cui si trovavano anche due bambini malati proprio della stessa malattia. Qualora il ceppo "risultasse invece differente, allora il contagio sarebbe avvenuto in un contesto diverso". Come scienziati ma anche come uomini siamo costretti ad allargare i nostri orizzonti, ad ammettere che qualcosa di non previsto irrompe nella vita e la determina profondamente. La bambina è stata colpita dal plasmodio di tipo falciparum, che secondo l'esperto circola sia in Africa che in Asia. Attenzione all'uso di profumazioni personali che possono attirare le zanzare. I parassiti che causano la malaria sono principalmente di quattro tipi: Plasmodium falciparum, P. vivax, P. ovale e P. malariae.

Seppur raramente la malaria può essere trasmessa attraverso l'inoculazione di sangue infetto attraverso emotrasfusioni, uso di siringhe contaminate, o trapianto di organi infetti. Ad essere precisi - stando alla ricostruzione fornita dall'Ansa - Sofia era stata "ricoverata prima per diabete, a Portogruaro e a Trento, poi era tornata in quest'ultimo ospedale, dove una prima volta le era stata diagnosticata una faringite e una seconda la malaria, risultata fatale poco dopo il trasferimento agli Ospedali Civili di Brescia". I tre minore, peraltro, erano stati ospitati in stanze diverse.

Tornando al caso della bambina morta a Brescia, nei medici rimane il dubbio su come abbia contratto il plasmodio che l'ha uccisa. Ma niente allarmismi. Una ripresa della trasmissione della malaria è poco probabile in Italia: uno dei pochi flagelli storici di cui siamo riusciti a liberarci non tornerà a fare paura. In un Paese come l'Italia, dove la malaria non è endemica essendo stata debellata da tempo, è molto difficile sospettare subito la presenza di tale specifico sporozoo e giungere così ad una diagnosi tempestiva. " Non nascondo che questa patologia è l'unica vera urgenza per un laboratorio di Microbiologia e la diagnosi va fatta il più velocemente possibile per dare la possibilità al clinico di avviare il percorso di cura".

Per far sì che esista bisognerebbe prima dimostrare che le zanzare presenti sul nostro territorio siano in grado di trasmettere il plasmodio della malaria. La morte, nei casi più gravi, come purtroppo è accaduto per la piccola, può arrivare entro 24 ore. Per la riproduzione delle zanzare anofele la temperatura deve essere costantemente di almeno 18 gradi.

La sorte della piccola Sofia è un caso non ancora chiarito ed estremamente raro. Le zone di acque a movimento lento sono tutti considerati luoghi ottimi per la deposizione delle uova. Esclude però che ci siano in Italia zanzare che possano trasmettere il Plasmodium falciparum: "Non ci sono le condizioni".

Sull'argomento è intervenuta anche la ministra Beatrice Lorenzin la quale ha dichiarato che "il ministero ha mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare". Secondo l'infettivologo le possibilità sono due: "La malattia potrebbe essere stata contratta attraverso il contatto diretto con il sangue di qualcun altro affetto da malaria: è un caso a dir poco inusuale, ma gli epidemiologi sono al lavoro per capire se possa essere andata così - dice Pregliasco -". Vediamo nel dettaglio tutto quello che c'è da sapere sulla Malaria, i sintomi, le cure e le strategie di prevenzione.

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