Bambina morta di malaria: ipotesi contagio in ospedale

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Ma la procura di Trento e l'ospedale di Brescia dalla loro hanno in mano la cartella clinica della paziente e l'esito dell'esame autoptico. "Quest'ultimo è uno dei più frequenti dell'Africa, il più aggressivo e può portare a morte: è presumibile che sia lo stesso degli altri bimbi ricoverati per il semplice e banale fatto che presenta una sintomatologia più pesante; mentre gli altri riesci a trattarli eventualmente anche a domicilio, per questo è necessario il ricovero". Per questo ci vorranno ancora alcuni giorni, le analisi le sta effettuando l'Istituto Superiore di Sanità.

I medici non escludono che una zanzara vettore di malaria possa essere nata a Trento, città della piccola Sofia Zago. Entrambi sono guariti e sono ormai stati dimessi.

Questa mattina il presidente dell'Iss Walter Ricciardi ha ribadito che non è ancora dimostrato che il plasmodio che ha colpito Sofia sia lo stesso che avevano le due bambine nell'ospedale di Trento. Ebbene, gli infettivologi ritengono appropriato il ricovero di bambini affetti da malaria in un reparto pediatrico non isolato, e anche il ricovero della bambina nello stesso reparto appare appropriato visto che il quadro clinico iniziale parlava di faringite. Era il 13 agosto, dopo tre giorni di degenza, Sofia è stata trasferita in pediatria a Trento. Secondo il Giornale di Brescia, i medici le avevano già diagnosticato la malaria, contratta forse - ma è solo un'ipotesi - durante le vacanze, sulla riviera veneta. Oggi intanto Rodolfo Ferro, nonno della piccola, ha rilasciato dichiarazioni che hanno tentato di smorzare polemiche e bufale circa il contagio: "Nessuno ci restituirà Sofia".

Adesso come Provincia e Azienda sanitaria cosa state facendo? I tempi per le "meticolose, accuratissime procedure medico-legali" sono quindi perfettamente in linea con quelli descritti da Marcianò. Scartata invece l'ipotesi della zanzara arrivata "in valigia" con la famiglia del Burkina Faso per mancanza di prove scientifiche.

Sul contagio da zanzara al Santa Chiara sono in molti a nutrire dubbi. "È venuta ieri (martedì) una squadra - ha riferito Nunzia Di Palma - munita di tute e con sostanze speciali è intervenuta. Lì hanno pensato - pare correttamente - a tutt'altre problematiche (l'esordio diabetico, ndr), però non è stato fatto nessun tipo di accertamento su quel tipo di patologia (la malaria, ndr)". "Domani potranno riaccedere anche i pazienti". Saranno interpellati i più grandi esperti di malattie infettive.

È già stato verificato che a Sofia non sono state fatte trasfusioni "ed è anche escluso che ci sia potuto essere un contatto accidentale di sangue infetto con il sangue di Sofia". Casi di contagi in vicinanza di un aeroporto sono noti e anche in Italia si sono registrati 30 anni fa se non ricordo male nella zona di Bologna.

Titolare del fascicolo a Trento è il procuratore capo, Marco Gallina.

Dopo la notizia della morte della piccola Sofia, la bambina di Trento di appena 4 anni, a causa della malaria, ecco che da poche ore esce la notizia di due fratellini malati di malaria, ricoverati presso l'ospedale di Napoli. "Tra un mese chi ricorderà più Sofia, se non i propri familiari?".

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