Vaccini: moratoria in Veneto, Lombardia sospende delibera nidi

Adjust Comment Print

Eppure, quella del Veneto somiglia molto a una sfida lanciata dalla Regione al Governo, in un contesto in cui, secondo Lorenzin, "le istituzioni negli ultimi anni hanno dato per scontato che ci fosse consapevolezza sull'importanza delle vaccinazioni che invece è venuta a mancare".

Contrariamente alle nuove disposizioni ministeriali riguardo l'obbligo di presentare una documentazione certificata per attestare l'avvenuta vaccinazione (o almeno la volontà di adempiere a tale norma), la Regione Veneto ha annunciato una "moratoria" che rimanderà ogni vincolo all'anno scolastico 2019-2020. La regione ha ottenuto buoni risultati, ma come altre ha mancato i minimi stabiliti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Come l'Emilia Romagna, dice l'assessore alla Sanità Luca Coletto rispondendo al presidente Stefano Bonaccini che ha definito "totalmente incomprensibile" il decreto del Veneto. Dichiarazione che non marcia a passo troppo diverso dall'apertura mostrata da Mantoan: "Noi non abbiamo autorizzato alcuna moratoria - ha spiegato il direttore della sanità veneta - Noi abbiamo applicato l'articolo 3/bis, comma 5, della legge 119 sull'obbligatorietà vaccinale e riteniamo che questo sia il dettato della legge".

"Nelle nostre scuole cercheremo di far rispettare al massimo le normative nazionali, anche se, vista la situazione che si è creata, non saremo rigorosamente fiscali nei confronti delle scadenze previste sia dal Ministero della Salute che da quello della Pubblica Istruzione", conclude Piva.

La strategia è chiara: prima di tutto far accettare i bambini da 0 a 6 anni non vaccinati negli asili nido e nelle scuole d'infanzia per l'anno scolastico al via, poi prendere tempo, sfruttando ogni cavillo linguistico e burocratico, forti della convinzione (lo scrivono chiaramente) di vedere nella legge tante incongruenze che prima o poi si riuscirà a impugnarla, mettendone in discussione l'intero impianto. Ho parlato con la ministra Fedeli, ci siamo chiariti. "Gli amministratori devono sapere che si stanno esponendo a gravi responsabilità". "Mi chiedo dunque il senso di rinviare di fatto per due anni l'obbligo vaccinale, come ha stabilito la Regione Veneto, invece di mettere famiglie e genitori nelle condizioni di poter salvaguardare i propri figli e la collettività". "Per tutti i soggetti non in regola (tra zero e 16 anni) le AULSS avvieranno l'iter conseguente all'inadempimento dell' obbligo vaccinale (sanzione amministrativa-pecuniaria)".

La decisione, destinata ad innescare un nuovo braccio di ferro tra l'amministrazione di Luca Zaia, il ministro Beatrice Lorenzin e lo stesso Governo, riflette l'impugnazione della legge vaccinale alla Consulta voluta dal governatore leghista; anzi, ne fa espresso riferimento. "Questa legge della Lorenzin è stata fatta perchè qualcuno in Italia non vaccina e non è di certo il Veneto". Nel frattempo la Regione ha già fornito alle aziende sanitarie locali il modello per l'autocertificazione e sta organizzando colloqui con i genitori che non vogliono vaccinare i loro figli.

Anche la Basilicata scrive direttamente alle famiglie inadempienti invitandole a mettersi in regola, e quindi a presentarsi spontaneamente alle Asl per prenotare le vaccinazioni.

Comments