La malaria che ha ucciso Sofia "Stesso parassita di 2 bimbe"

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Un caso rarissimo se non unico nel suo genere, che impone una riflessione in tema di igiene pubblica.

Roma, 6 set. (askanews) - Il caso della bambina di Trento morta per malaria "non si può attribuire al tema dei profughi e dell'immigrazione": lo afferma l'assessore alla salute e politiche sociali della provincia di Trento Luca Zeni, in merito alla nota critica del consigliere Fugatti sull'informativa diffusa dalla Provincia. Il resto lo fecero il reparto di Malattie Infettive dell'ospedale, con a capo Mario Toti, e tutta l'azienda sanitaria, con una megadisinfestazione su una superficie di quattordici chilometri quadrati.

"Morire di malaria in Italia?"

Sofia è stata colpita da malaria cerebrale portata dal parassita Plasmodium Falciparum, una delle forme più gravi della malattia, diffusa soprattutto in Africa e nella cintura sub-Sahariana. "Le zanzare - dice Andreoni - vivono poco e si spostano poco". Non possiamo, e non vogliamo, visitare chi arriva, anche perché le rare volte che lo facciamo magari rischiamo di incappare in un giudice che ci accusa di violare la privacy di chi giunge illegalmente qui. La profilassi farmacologica, ricorda il Centro di Medicina Preventiva e Tropicale, è strettamente individuale e può variare non solo da persona a persona, ma anche a seconda del Paese visitato, dalla durata della permanenza del viaggiatore nello stesso, nonché dal periodo dell'anno in cui viene effettuato il soggiorno.

Schema di diffusione dell'infezione nel corpo umano a partire dalla puntura di una zanzara già veicolo del plasmodio. Il costo del lavoro è precipitato a livello immigrati, il capitolo sicurezza soffre della mancata integrazione degli extracomunitari, e non è solo una questione di stupri, che comunque non sarebbe marginale, ora scopriamo che ci arrivano pure le malattie. Tutti sanno che si tratta di una malattia potenzialmente pericolosa e che si contrae in Paesi tropicali, ma la realtà di questa patologia è molto più complessa di quanto comunemente si pensi. Vanno a trovare i parenti, si espongono a infezioni, poi tornano in Italia. La bambina era in cura in un nosocomio di Brescia e sembra non fosse stata all'estero.

Rimangono gli interrogativi sulle modalità di contagio. La trasmissione della malaria fu praticamente interrotta a conclusione della Campagna di Lotta Antimalarica (1947-51), casi sporadici, dovuti a Plasmodium vivax, si verificarono in Sicilia fino agli inizi degli anni '60. Nel biennio 1999-2000, in Italia, per la malaria sono avvenuti sette decessi.

"Noi avevamo il plasmodio vivax, meno virulento". A rischio moderato Sicilia e Sardegna, chiazzata di cerchi azzurri che segnalano la presenza di focolai sparsi di zanzare vettrici, su cui non ha potuto neppure l'inflessibile determinazione dei tecnici della Rockefeller Foundation nell'inondare l'isola di Ddt.

Sofia non è mai stata in un paese dove la malaria è endemica.

Si potrà appurare l'origine del contagio nel caso della bimba?

"L'indagine entomologica approfondita, lo studio degli insetti". Il vaccino ha richiesto più di 25 anni di sviluppo ed è stato reso possibile in parte grazie ai finanziamenti della Bill and Melinda Gates Foundation, l'organizzazione messa in piedi dal cofondatore di Microsoft insieme con la moglie. Raramente può essere contratta in altri modi. In casa o nei luoghi di soggiorno è bene utilizzare delle zanzariere, così come intorno al letto durante le ore notturne.

Stando alla storia di Sofia, ogni strada rimane dunque aperta. Il Plasmodium falciparum è il più letale.

Cambieranno le precauzioni in ospedale?

"IN MAREMMA c'è un caso di malaria". Anche se, in teoria, potrebbero farlo. "Ci ha insegnato che dobbiamo essere pronti, prima si interviene meglio è". Lezione che abbiamo appreso nel 2007 con l'epidemia di Chikungunya in Emilia-Romagna, io feci le investigazioni del caso.

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