George Clooney e Amal protagonisti della quarta giornata a Venezia per "Suburbicon"

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A renderle diverse non solo il colore di capelli (una è rossa, l'altra è bionda) anche il desiderio di volere la vita dell'altra, in particolare la sorella non sposata desidera la vita della gemella, nonostante quest'ultima sia in sedia a rotelle a causa di un incidente.

Mentre l'arrivo dei coniugi Meyers assume la posizione dialettica esterna e parallela alle vicende principali di Suburbicon, al centro c'è la famiglia di Gardner Lodge (Matt Damon) e i fatti che seguono una tragica notte, quando due balordi irrompono dentro la sua abitazione e uccidono Rose (Julian Moore), la moglie invalida. L'ambientazione è quella di una cittadina immaginaria, in cui si può realmente riconoscere Levittown in Pennsylvania, dove, negli anni Cinquanta, si trasferisce una famiglia afro-americana suscitando odio profondo negli abitanti di razza bianca. Ironia, risate e umorismo nero, a volontà. Ed è proprio l'entrata in scena di uno strepitoso Isaac a far cambiare ritmo al film e a renderlo sempre più coinvolgente, sorprendendo anche chi già conosce il talento dell'attore (che infatti ha ricevuto commenti di stima e ammirazione da parte della co-star e del regista durante la conferenza stampa). Ecco cosa ha detto.

'Alexander è un teppista' ha svelato George Clooney, chiamando a conferma del carattere del peperino erede anche il giudizio dell'amico Matt Damon presente in sala. Non hanno capito, però, che la vera cattiveria alberga in un'altra dimora, quella apparentemente perfetta e nella norma di Matt Damon e Julianne Moore, qui squisitamente perfetti nei rispettivi ruoli.

"L'America è arrabbiata. C'è una nube nera sul nostro Paese, ma io sono ottimista, ho fiducia nella gioventù, nel fatto che possiamo superare tutti questi problemi". La stessa cosa capita con Julianne Moore. Ho dovuto fare un salto in avanti insieme a George, perché non ho fatto molti ruoli da cattivo.

Nel corso della promozione di Suburbicon a Venezia 17, l'attore ha raccontato di aver iniziato a intravedere il carattere dei figli di George Clooney e Amal Alamuddin, nati lo scorso giugno. "Trump non c'entra niente!" La satira resta feroce, anche se non troppo originale, e le mani dei fratelli Coen si riconoscono subito dietro il bizzarro circuito di violenze e coincidenze. Un film di portata socio-umanitaria-politica, nel più puro stile Clooney: " ... "Non è vero, sono delle persone adorabili!" dice George.

I mostri si creano dalle scelte che facciamo. "Quale americano non vorrebbe essere il prossimo presidente!". Poi risponde: "Sarebbe molto divertente".

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