Vuelta: nel segno dello squalo Bel numero di Nibali

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Io sono partito molto lungo - commenta Vincenzo Nibali - Sull'ultima salita ho sofferto un po', in discesa ho recuperato tante posizioni. Il campione siciliano si aggiudica la terza tappa (Prades-Andorra la Vella, 158,5km), con traguardo sui Pirenei, scattando a 400m dall'arrivo. Prima dello scollinamento ho sofferto, ero un po' dietro e il team Sky ha tenuto un ritmo impressionante.

Ma ancora una volta i pronostici sono stati sovvertiti dall'acuto di Matteo Trentin, che non è un velocista puro ma che sa vincere quando non è obbligato a tirare la volata ad altri big dello sprint come Marcel Kittel. "Non credevo di riuscirci già al terzo giorno". Chris Froome resta leader della corsa. "L'hanno reso possibile azioni come quella di Gianni Moscon". E lo tenta Chris Froome con una frullata delle sue, un attacco possente che stacca di netto Contador e Nibali, mentre Aru e Bardet si allontanano ma rimangono comunque ad un tiro di schioppo dal cannibale britannico. Domenico Pozzovivo (Ita/AG2R La Mondiale), 10. La Vuelta vive all'inizio una fuga a 8: attaccano Domont e Geniez (Ag2r), Niemiec (UAE), Turgis (Cofidis), Orjuela (Manzana-Postobon), Ferrari (Caja Rural), il nostro Davide Villella (Cannondale) e l'immancabile De Gendt (Lotto-Soudal), che raggiungono un vantaggio massimo di 5 minuti.

Il primo arrivo in salita di questa Vuelta: l'Ermita de Santa Lucía, la rampa finale prima dell'arrivo, presenta uno strappo di 3.4 km al 4,2% di pendenza media. "Ma Nibali è lì, in corsa per la vittoria, 5° a 10 secondi; Fabio Aru è 7° a 38", Pozzovivo 9° a 43". Ad un chilometro dalla vetta è partito Froome, l'unico a resistergli è stato Chaves.

La quarta frazione, partita da Escaldes-Engordany, riportava il gruppo in territorio iberico giungendo dopo 198 km. nella città che ospiterà nel 2018 i Giochi del Mediterraneo.

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