Attentato Barcellona: caccia al killer in tutta Europa

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Younes Abouyaaqoub, l'uomo ritenuto essere il killer dell'attentato a Barcellona, è stato ucciso dalla polizia catalana a Subirats. L'uomo sarebbe stato fermato a Sant Sadurni d'Anoia, in Catalogna.

La cellula jihadista che ha organizzato e provocato la strage di Barcellona del 17 agosto e poi nella notte l'attentato di Cambrils, non è stata ancora del tutto estirpata, come dicono le autorità spagnole.

La fuga di Younes Abouyaaqoub potrebbe essere terminata nel pomeriggio odierno. Al volante della vettura ha forzato poco dopo un posto di blocco sulla Meridiana e, inseguito alla polizia, ha abbandonato l'auto 3 km dopo, lasciando all'interno il cadavere di Perez, e fuggendo di nuovo a piedi. Il ragazzo, 25 anni, laureato in ingegneria energetica, si trovava in vacanza a Barcellona con la fidanzata, rimasta ferita anche lei.

Prende corpo l'ipotesi che l'autista del van che giovedì ha seminato il terrore sulla Rambla di Barcellona sia il 22enne Abouyaaqoub Younes, e non il 17enne Moussa Oukabir, ucciso dalla polizia a Cambrils. Ha una maglia chiara e gli occhiali da sole e si allontana indisturbato dal luogo della strage.

"Il Killer e' stato ucciso": la notizia arriva dai media spagnoli. È un poliziotto dei Mossos d'Esquadras e quando il presidente della Generalitat Carles Puigdemont venerdì mattina ha fatto i complimenti a tutta la squadra di Cambrils è partito un applauso spontaneo per lui. La notizia della morte del piccolo è stata comunicata dai funzionari consolari australiani, che ieri sera sono andati ad accogliere il padre del piccolo all'aeroporto e l'hanno accompagnato subito all'edificio dove ha sede l'obitorio. "Non esiste alcun contatto" tra le forze di sicurezza catalane e le agenzie di intelligence internazionali.

Il terrorismo sta vivendo un altro capitolo della sua storia. I corsi del siriano, secondo fonti d'intelligence, sarebbero avvenuti ai primi di luglio nella zona di Marsiglia. Il siriano sarebbe ancora in fuga, cambia i suoi rifugi spesso per non farsi intercettare. Ecco cosa sappiamo: - Tre italiani: Bruno Gulotta di Legnano, 35 anni, Luca Russo di Bassano del Grappa, 25enne, e l'italo-argentina di 80 anni Carmen Lopardo. Non è esclusa l'ipotesi che il "bombmaker" sia in contatto con elementi estremisti di base nel nord ovest dell'Italia. Le indagini continuano anche per identificare le due vittime dell'esplosione nella casa di Alcanar, nelle quale era collocata la santabarbara degli jihadisti. E' quanto rivela stamane Repubblica.

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