Bolt il Fulmine lascia con una sconfitta: 3° ai Mondiali

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Meglio far finta di niente, "perché - come Gatlin ieri ha ripetuto varie volte - ho pagato il mio prezzo, e adesso ho centrato un successo per il quale ho lavorato per anni".

E Bolt? Terzo, sconfitto anche dall'altro americano Coleman. I fischi? non ci ho pensato, ma è brutto che quelli per me siano più fragorosi di quelli riservati ad altri che, anche loro, hanno subìto squalifiche.

La quarta giornata dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera 2017 prevede 5 finali: alle 20.20 il giavellotto femminile, alle 20.35 l'asta maschile, alle 22.10 i 3000 siepi maschili, alle 22.35 gli 800 metri maschili, alle 22.50 i 400 metri maschili. Passa il turno Ayomide Folorunso, che ben si comporta nella sua serie chiudendo al quarto posto (56.65, primato personale stagionale). La leggenda giamaicana è stata comunque osannata dal pubblico, che l'ha applaudito fino alla fine. "Sono contento per lui ". "Ed era otto anni prima dell'arrivo di Bolt", ha ricordato. Un po' come Cristiano Ronaldo, che per anni è stato il giocatore più veloce d'Europa: 33,6 km orari palla al piede.

Rivincita - Intanto il conto alla rovescia per la 4x100 di sabato è già iniziato: occasione per la rivincita tra Stati Uniti e Giamaica, e per l'addio definitivo di Bolt. L'ultima chance per lasciare il mondo dell'atletica con una vittoria. I suoi tempi lontani da quelli di sempre.

Il sudafricano Luvo Manyonga si è laureato campione del mondo per la prima volta in carriera con un salto da 8.48m battendo di quattro centimetri lo statunitense Jarrion Lawson che, già sicuro del podio con un salto da 8.43m al secondo tentativo, ha insidiato pericolosamente la prima posizione migliorandosi di 1 centimetro all'ultimo salto. Il giamaicano ha corso in 9,95. Le belle storie del Mondiale, mai troppe, potrebbero arricchirsi del capitolo Kawauchi, capitano del Giappone e celeberrimo per una decade di semiprofessionismo, che sogna la gara della vita, proprio come Meucci. Bjorn Gulden, a.d. Puma, minaccia di farne il manager dell'area caraibica e, da lì, la testa di ponte per aggredire Nike sul mercato americano mai sedotto da Gatlin ma nessuno sano di mente crede a un Bolt in giacca e cravatta, seduto dietro la scrivania di un ufficio. Tutto questo mi mancherà molto.

"Ora volto pagina, non so esattamente cosa farò".

E' lo stesso vincitore a omaggiare Bolt dopo il traguardo. Rapidità e facilità di corsa sono componenti importanti ma non essenziali, nel football la tecnica di base conta più di ogni altra cosa. Ho bisogno ancora di tempo per realizzare quello che ho fatto stasera. "Sono deluso, mi aspettavo di vincere ma sono partito ancora male, poi ci ho provato ma non sono andato come volevo".

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