Agosto, anniversario senza pace: parla Galletti, i familiari escono dall'aula

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Questa mattina, nel 37° anniversario della strage di Bologna, il sindaco di Bari Antonio Decaro, alla presenza dei familiari delle vittime, del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, delle autorità cittadine e militari, ha deposto una corona dalloro presso la lapide affissa sulla facciata di Palazzo di Città che ricorda le vittime di quella strage.

Questi infatti hanno scelto di uscire dall'aula del Comune in cui si stava svolgendo la cerimonia proprio nel momento in cui il ministro Gian Luca Galletti si accingeva a prendere la parola per pronunciare il proprio discorso in rappresentanza del Governo.

Una polemica aperta, messa in atto nei confronti "un governo scorretto". "La desecretazione della direttiva Renzi non ha funzionato". Sembra che gli unici che vogliono vedere le carte siano i familiari delle vittime. Il ministro: "Oggi è la giornata del ricordo, non delle polemiche". Molti di più furono 'solo' feriti nell'anima e le cicatrici ci sono ancora. Invece, sferza il presidente, "troppo spesso ciò che avrebbe dovuto costituire una risorsa si è rivelato un ostacolo, a volte persino un nemico da contrastare". Nasce sulla scia della iniziativa 'Una vita, una storia', presentata e realizzata nel 2016 quando, durante la commemorazione del 2 agosto, sono state distribuite cartoline recanti le biografie delle 85 vittime. Sì, la pista chiacchierata da tutti già dopo la strage 37 anni fa, ma mai davvero percorso dalla Procura e dallo Stato: la spiegazione a grandi termini è chiara, una bomba piazzata dal Fronte di Liberazione della Palestina intenta a vendicare quel "lodo Moro" disatteso dall'Italia con l'arresto e condanna di un palestinese terrorista sul nostro territorio.

E' un piccolo segnale per provare a capire se si può ancora credere nelle istituzioni . "Le richieste dei familiari sono tenute in debita considerazione e il confronto sta andando avanti", ha dichiarato il deputato del Pd Edoardo Patriarca. L'autobus fu prima un pronto soccorso improvvisato, poi fu usato per trasportare i morti dalla stazione all'obitorio. Ma che questa città insieme ha saputo reagire e trasformare il dolore in un senso forte per la nostra democrazia. "La coesione ci ha consentito di respingere il terrorismo e ci consentirà di affrontare ogni insidia alla vita democratica".

La strage di Bologna è, a tutt'oggi, il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra.

Poi, l'altra ipotesi, quella dello sconosciuto che deposita la scatola di latta, che lascia tra le valigie o abbandonata in un angolo, magari per celebrare un anniversario che ha un nome tetro, "Italicus", perché vuol dire strage e un tempo "Italicus" significava il duomo di Bolsena, le sirene dei mari siciliani, i pini di Roma, il sorriso delle donne, l'ospitalità, il gusto di vivere di un popolo.

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