Venezuela, opposizione sfida Maduro "Non riconosceremo esito voto"

Adjust Comment Print

I risultati sono stati comunicati dal presidente del consiglio nazionale elettorale, Tibisay Lucena, intorno alla mezzanotte locale, senza che fosse mai stata annunciata la chiusura delle operazioni di voto, che in alcune zone si sarebbero protratte fino a notte fonda. La comunità internazionale, pur con accenti diversi, ha espresso quasi unanimemente la sua preoccupazione per la situazione a Caracas, sottolineando che il nuovo organismo, di dubbia legittimità, non servirà per risolvere i problemi del paese. Lo sanno tutti, lo sa anche Sadio Garavini di Turno, ex ambasciatore del Venezuela in Svezia, Guatemala e Guyana. L'opposizione la pensa diversamente e ritiene che Maduro ha diffuso informazioni inesatte: 'Non ci sono stati più di 2 milioni di voti, l'astensione è stata dell'87%'.

Il procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega Díaz, ha dichiarato che non riconoscerà l'Assemblea Costituente eletta con il voto di ieri, che considera effetto di "un'ambizione dittatoriale" del presidente Nicolas Maduro. Una cifra contestata dall'opposizione, la quale sostiene che l'87% dei venezuelani non ha votato. Il presidente Maduro intanto ha annunciato nuove misure contro Parlamento, Procura, opposizione e media privati.

Gli scontri non sono avvenuti solo nella capitale Caracas, cinque persone sono state uccise durante le proteste che si sono tenute nella provincia andina di Mérida, una nello stato di Lara, nel nord-ovest del paese, e un'altra a Sucre, sulla costa nord-orientale.

Sono stati annunciati gli omicidi del candidato alle elezioni, José Félix Pineda, e anche di un attivista anti-Maduro, il giovane segretario del partito di opposizione Acción Democrática, Ricardo Campos.

Maduro ha fortemente voluto che i venezuelani andassero a votare per eleggere i membri dell'Assemblea costituente, per portare avanti una riforma della Costituzione che, secondo il governo in carica, dovrebbe arginare lo strapotere delle oligarchie economiche e politiche del Paese. Quindi, aggiunge la portavoce a nome degli Usa, "continueremo ad assumere azioni veloci e forti contro gli architetti dell'autoritarismo in Venezuela".

Almeno uno di questi magistrati, Angel Zerpa, è già stato arrestato dal Servizio Bolivariano di Intelligence (Sebin), dopo che il presidente Nicolas Maduro ha promesso che "ognuno di questi giudici finirà in galera, gli congeleremo i beni e i conti in banca e nessuno li difenderà". Gli Stati Uniti, dal canto loro, oltre a condannare le violenze, optano per la linea più dura: secondo il Wall street journal Washington sta valutando l'imposizione di sanzioni contro l'industria petrolifera venezuelana. Gli scontri, che proseguono ormai da mesi nelle strade di Caracas e delle città più importanti, hanno lasciato sul terreno oltre 110 morti e non accennano a diminuire.

Comments