Atac, si è dimesso Bruno Rota

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Ma Atac non accetta la ricostruzione di Rota e con una nota rilancia e precisa: "Atac precisa che le dimissioni del Direttore Generale, dottor Bruno Rota, sono state presentate su richiesta dell'Amministratore Unico Manuel Fantasia ieri pomeriggio". Era stato l'ex premier, richiamando le affermazioni di Rota a dire: "Dovevano fare la rivoluzione, raccomandano gli amici degli amici". La domanda dovreste farla voi: "è normale che un politico tenga rapporti con società di bigliettazione?".

Ora si parla di ritirargli le deleghe per costringerlo alle dimissioni. L'Atac stava infatti valutando un'importante proposta di Rota, che secondo lui è l'unica possibilità per l'azienda di evitare il fallimento: il concordato preventivo in continuità, cioè una procedura regolata da un Tribunale per permettere a un'azienda molto indebitata di continuare le proprie attività. "In buona sostanza il Sindaco e la sua giunta avrebbero ignorato la situazione e i piani di recupero dell'azienda per oltre un anno" attacca il senatore Pd Stefano Esposito.

"Guardi, la situazione è peggio di quanto si possa credere". In queste condizioni, le manutenzioni sono necessarie e devono essere frequenti. "È l'ennesima dimostrazione che avevo visto giusto, che ho fatto bene ad andarmene per tempo", definendo peraltro i membri dell'amministrazione di Raggi "dei delinquenti". Non va meglio quando Rota descrive l'organizzazione aziendale, tra assenteismo dei dipendenti, che "dovrebbero lavorare di più e meglio", e regole evase che portano a percepire salari "su orari di lavoro presunti". "Non può aspettare o reclamare delle scuse". Rota su questo è chiaro: non è vero che manca, chi parla di riduzione e licenziamenti "fa solo terrorismo psicologico". "I magistrati indaghino sulle raccomandazioni di Stefàno", chiede anche il deputato del Pd, Michele Anzaldi, membro della commissione Trasporti della Camera.

La gestione del personale fa acqua da tutte le parti. Ce ne sarebbe abbastanza per avviare una profonda indagine.

Sullo sfondo delle rabberciate polemiche capitoline, restano i problemi veri, quelli dell'azienda trasporti, denunciati senza troppi eufemismi da Rota (che Formiche.net evidenziava già un paio d'anni fa). Una bocciatura, a cui Rota reagisce a stretto giro, sempre su Facebook. Rota non l'ha presa benissimo ma annunciato un dettaglio non di poco conto. "L'intenzione è quella di "spezzare il rapporto perverso tra Comune e Atac nel quale controllore e controllato coincidono" affidando il tpl con una gara trasparente a chi, pubblico o privato che sia, sappia farlo funzionare meglio".

E sbotta: "Nessuno si vuole assumere responsabilità".

Solo uno dei passaggi dell'intervista che ha fatto infuriare i pentastellati, spingendo Enrico Stefano, presidente della commissione comunale Mobilità ad attaccare duramente il manager su Facebook: "Gli abbiamo dato carta bianca".

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