Omicidio Yara, confermato ergastolo per Bossetti Lui e la moglie in lacrime

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Verità che i giudici però non hanno accettato, confermando l'ergastolo e la sentenza di primo grado. Un'aula inaccessibile a telecamere e fotografi.

È evidente, alla luce della sentenza, che ha retto l'asse portante dell'indagine: il Dna. L'unica ancora di salvezza, per il muratore di Mapello, è la Corte di Cassazione. Non sarà così. Nemmeno questo punto della difesa è stato accolto dai giudici, nonostante gli avvocati avessero presentato 261 criticità alle analisi sostenendo che il Dna in questione avesse "più difetti che marcatori". Ha parlato delle accuse nei suoi riguardi: "Voi siete liberi di credere o non credere ma io vi ribadisco la mia innocenza". "Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi", ha dichiarato, "neanche un animale avrebbe usati tanta crudeltà".

La difesa, durante l'udienza di ieri, si era affidata a richiedere una perizia sul test del DNA per verificare se il responsabile fosse proprio Bossetti. Ha ribadito la sua innocenza sottolinenando "non sono io l'assassino, mettetevelo in mente".

Yara Gambirasio sparì il 26 novembre del 2010 dopo essere uscita dalla palestra di Brembate, in provincia di Bergamo, dove seguiva dei corsi di ginnastica. I genitri denunciano la scomparsa di Jara e cominciano le ricerche vane della 13enne.

Tre mesi dopo (il 26/2/2011) viene ritrovato il cadavere, in un campo di proprietà della ditta Rosa e C. colpi di spranga sul corpo, un trauma cranico (inferto probabilmente con un sasso), una profonda ferita al collo e almeno sei ferite da arma da taglio sul corpo, tuttavia non letali. Gli investigatori hanno isolato una traccia di dna maschile sui leggins e slip della ragazza. E su 101 repliche, 71 hanno dato come risultato Ignoto 1. Massimo Bossetti è il solo colpevole: "È un soggetto che ha dimostrato una pervicacia nel mentire in maniera sistematica".

La difesa smonta tutto a modo suo, ma le mosse dei legali di Bossetti hanno avuto finora un valore processuale inversamente proporzionale alla risonanza sulle reti Mediaset.

Il processo di primo grado inizia il 2 luglio 2015 presso la Corte d'Assise di Bergamo.

Un sms breve ma intenso, nello stile dei Gambirasio, che come ha spiegato Pelillo "ha un valore profondo e racchiude un sacco di cose". "Questo è il più grave errore giudiziario di questo secolo", ha detto Bossetti in tribunale difronte alla Corte d'Assise d'appello di Brescia che ha emesso la sentenza. E' la provocazione di Claudio Salvagni, uno dei difensori di Massimo Bossetti ai microfoni di 'Radio Anch'io'. Dopo 15 ore di processo [VIDEO] la corte ha confermato l'#ergastolo per l'operaio respingendo la richiesta del suo avvocato di ripetere l'esame genetico. Ma perché non concedergliela?

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