Migranti, Minniti: Fatto epocale: Renzi: Non si può accogliere tutti

Adjust Comment Print

In direzione si è discusso di molte cose, ma se passiamo i prossimi 10 mesi a parlare di alleanze e coalizioni ci prendono per matti. "Capisco - afferma il leader dem - che voglia aiutare Pisapia ma io voglio aiutare il Pd".

Nel leggere questa frase, che dava il titolo a una e-news di Matteo Renzi del 22 febbraio 2017, qualcuno potrebbe farsi un'idea errata di ciò che il Pd è stato in questi anni.

Non a caso, è un po' grottescamente, proprio nelle ore in cui Renzi parlava alla sua Direzione, il ministro Minniti incassava un sostanziale due di picche tra Bruxelles e Strasburgo sul tema cruciale dei migranti. Sulla vicenda delle alleanze secondo lei è rottura fra Renzi e Franceschini? Si rafforza quindi in lui la convinzione di respingere l'antica tecnica dei caminetti, vale a dire le riunioni dei capibastone per assumere decisioni che egli invece è convinto competano esclusivamente al partito, cioè al segretario.

È appena il "precampionato" della lunga corsa alle urne. Se c'è una possibilità che un governo di larghe intese si faccia, in chiave anti 5stelle e Lega, essa presuppone che non sia Renzi a guidarlo. Ancora non si capisce, osserva con un messaggio di sfida al Cavaliere, se Berlusconi starà con "i populisti alla Salvini o con i popolari". "La discussione interna al Pd interessa solo 3 o 300 persone, ma se parliamo di alleanze i cittadini non si accorgono degli effetti delle riforme", ha detto rivolto a chi nel partito, come Dario Franceschini, crede in un percorso di dialogo interno alle varie anime della sinistra. Ha replicato il presidente del Pd Matteo Orfini. Tanto più se si tiene conto dei risultati, largamente insufficienti, conseguiti dal suo governo.

Nella mozione Renzi, in vista delle recenti Primarie e del congresso, si è scommesso - come sintetizzava Andrea Romano - "sul superamento della dicotomia tra partito leggero e partito pesante". E ancora: lo ius soli, il lavoro, le "mamme".

- Potranno votare tutti coloro che sono in regola l'iscrizione al Pd (rinnovo o nuova iscrizione) alla data del 25 settembre 2017. D'Alema e Prodi, Veltroni e Bindi, Pisapia e Bersani, Speranza e Letta, poi Orlando, Epifani, Franceschini, Cofferati e via elencando. Dirlo, sottolinea, non è "complotto": il partito deve discuterne.

"Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c'erano le coalizioni?" Sostanzialmente, dice l'ex premier, occorre "avere uno sguardo d'insieme uscendo dalla logica buonista e terzomondista per cui noi abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi". Il tutto, naturalmente, ribadendo la necessità che la responsabilità dell'accoglienza sia equamente condivisa con gli altri stati europei.

Comments