MotoGp, Rossi show ad Assen

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Ma il Dottore ha resistito all'urto e ha vinto in grande stile. Alle sue spalle, distante oltre 3 anni, c'è Loris Capirossi che con i suoi 17 anni e 49 giorni dalla prima in 125 al Gp di Gran Bretagna nel 1990 all'ultima in MotoGp nel Gp del Giappone 2007, viaggia in seconda posizione. Per Rossi una quarta casella allo spegnersi del semaforo e 0.564 da Zarco.

È stato quello il momento chiave della gara, perché da lì in poi Valentino prenderà il largo. Ma che non si accontenta. "Non capisce la distanza con le altre moto, non so dove volesse andare". Mi ha toccato anche oggi. Comunque grazie Zarco! Questa mia tuta era nuova, doveva durare almeno fino al GP d'Austria.

Posizioni negative per gli altri big della MotoGp: al nono posto partirà la Ducati di Dovizioso (che è caduto nei giri finali), decimo tempo per l'Aprilia di Sam Lowes, undicesimo per la Yamaha di Vinales, al posto in griglia la Honda di Daniel Pedrosa. Rossi la fa dunque padrone ad Assen, perché mantiene i nervi saldi dall'inizio alla fine. Marquez non molla la presa: terzo. È stato solo dopo il doppio flop di Jerez e Barcellona che, in Giappone, i tecnici hanno cominciato a pensare che, dopotutto, forse il vecchio leone poteva avere ragione. Poi a 8 giri dalla fine arriva la pioggia, non fitta né omogenea su tutta la pista, ma pericolosa: in queste condizioni fare il cambio moto sarebbe una follia e rimanere in pista un rischio enorme. Gli resta però un premio non da poco. Mentre Andrea Dovizioso con la Ducati è il nuovo leader del Mondiale. E i quattro piloti racchiusi in appena 11 punti dicono anche che sarà lotta serata da qui alla fine. Il "Dottore" inanella così la decima vittoria in carriera sulla pista olandese, ritrovando un successo che aspettava da 18 gare e poco più di un anno: Catalogna 2016. Questa situazione si è protratta fino al dodicesimo giro (su 26), quando le cose hanno iniziato ad accadere molto velocemente. Il fatto che ci siano due piloti di casa nostra, di grande manetta ma dal cuore enorme, e per giunta in sella a una moto che rappresenta nel migliore dei modi lo spirito italiano, ci rende particolarmente orgogliosi. Con Rossi siamo arrivati insieme in volata. "Senza quel doppiaggio avrei potuto sorpassare Valentino".

La partenza è stata una conferma. Il "dottore" precede la Ducati di Danilo Petrucci Ducati e la Honda di Marc Marquez. Durante i test abbiamo provato alcune soluzioni interessanti e voglio provarle su un altro circuito per vedere se stiamo andando nella giusta direzione.

Valentino Rossi ieri ha quindi battuto i suoi avversari ma anche la sfortuna.

Con il solo Redding a separarlo dal gruppo di testa. L'italo brasiliano in testa al mondiale, porta così a 12 punti il proprio vantaggio sullo svizzero.

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