Renzi: "Noi 67 sindaci a centrodestra 59"

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"Renzi? E' tranquillo - spiega un membro della segreteria che ha parlato oggi con i giornalisti -. Anche il crollo dei votanti è lì a testimoniare questo sciopero del voto". Certo che la modernità impone tempi e ritmi incredibili.

Ecco, se questo è il clima che si respira in Toscana, immaginiamo cosa stia avvenendo in altre zone del Paese.

Nella notte di domenica, non appena i dati si stabilizzano, il segretario del Pd, Matteo Renzi, affida a Facebook le sue prime impressioni. Ha ricompattato il centrodestra, riducendo Matteo Salvini al ruolo che un tempo era di Umberto Bossi, e ha messo le basi per la volata verso le elezioni politiche. Il voto di ieri evidenzia un'altra siccità: quella politico-elettorale, che distrugge speranze, passione, partecipazione. Alla faccia della richiesta orlandiana di "ricostruire un centrosinistra".

"Da anni la sinistra ha perso, persino nel calore delle parole, la capacità di condividere il disagio e l'insicurezza, che ormai ha tratti quasi antropologici, degli strati più deboli della società. Dopodiché, empiricamente verificheremo" chi può essere il candidato premier. "Peccato che la sconfitta peggiore l'abbiamo subita a Genova", scrive Matteo Orfini su Fb. "Cambiare linea. Ricostruire il centrosinistra subito". Non contento, posta anche sui social una foto, un grafico di YouTrend che illustra che il PD ha guadagnato in tutto 67 sindaci contro i 59 del centrodestra.

Al contrario il Pd non è riuscito a calamitare i voti centristi né quelli grillini né quelli della sinistra scissionista. Presa più dal dilemma Renzi sì - Renzi no, che da vere pregiudiziali programmatiche o da grandi questioni ideali. Ma l'ex premier non fa autocritica e punta il dito. Elettori di FI che non lo vedevano come "erede del comunismo" in stile D'Alema, pronti a votarlo.

"Il Paese ha istituzioni solide e sane ma dico anche che se c'è qualcuno che ha sbagliato dovrà pagare, chi prova a fabbricare prove false deve risponderne", ha concluso Renzi. Il PD ha vinto 4 capoluoghi su 22 del ballottaggio. Andrea Orlando, ha incalzato Renzi chiedendogli di provare a convocare un tavolo di tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra, e il prodiano Franco Monaco, oggi vicino a Pisapia, ha rilanciato un centrosinistra unitario, largo e plurale, come propone l'ex sindaco di Milano. Una mossa che è dettata dalla sua convinzione di fare bene, benissimo, ai ballottaggi per la scelta dei primi cittadini in un centinaio di amministrazioni a livello locale. Lì erano in programma cinque ballottaggi.

Se la storia può insegnare qualcosa, dice Ricci, "è che ogni volta che il Pd si attorciglia in una discussione politicistica perde. E di questo bisogna tenere conto". [.] Essa non crea l'uomo politico se non mettendolo al servizio di una "causa" e quindi facendo della responsabilità, nei confronti appunto di questa causa, la guida determinante dell'azione. Già questa settimana - annuncia Calvano -riunirò i segretari provinciali e i gruppi dirigenti del PD dell'Emilia-Romagna. Ripeto: "il centrosinistra è il Pd, non c'è centrosinistra senza Pd". "Quando è unito. Se non siamo in grado di essere davvero una squadra, restiamo dei singoli destinati alla sconfitta".

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