Caso Donnarumma, i tifosi del Milan: "Raiola come Mattarella, a reti unificate"

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Gli ultimi tempi, però, sono stati tremendi. Non ci sono esami di maturità ad attenderlo, questa estate: c'è un Europeo Under 21 da giocare.

Sui social molto probabilmente la mano è stata molto caricata, e ovviamente non riteniamo corrette le eventuali minacce, che nulla hanno a che fare con la nostra presa di posizione. Lui si è preoccupato di difendere i pali del Milan, e lo ha fatto alla grande. "Io sono un professionista e non faccio la guerra a nessuno, ma non vedo come possa cambiare questo scenario...".

"Non è un problema di soldi " L'unico problema che non c'era era quello, non siamo arrivati nemmeno a intavolare un discorso serio sotto quel punto di vista. Non è stato rispettato il desiderio di non mettere la famiglia del ragazzo in mezzo. "Poi ho appreso dalle parole di Raiola che il giocatore avrebbe ricevuto delle minacce importanti che condanno fermamente, come le condanna tutta la società". I tifosi rossoneri si sono sentiti traditi da un giocatore che ha sempre giurato fedeltà alla squadra e inoltre si identifica nell'agente Raiola il responsabile di questa situazione. Ha usato la sua influenza, e lui su Gigio è molto influente. Ho sbagliato a non fermare subito questa macchina infernale. Non puoi dire 'se non firmi ti stronco la carriera o passi la stagione in tribuna'. Mirabelli? Non discuto la persona, ma i suoi metodi.

Facciamo un passo indietro: la nuova era dei cinesi del Milan inizia il 13 aprile con il closing. C'è gente che per il Milan giocherebbe gratis, suderebbe quella maglia gratis.

Il conduttore radiofonico prende spunto per chiedere come dovessero comportarsi nel caso in cui il portiere ci ripensasse: lo accoglierebbero a braccia aperte, come ha detto Fassone? In prima serata la contestazione in eurovisione firmata da quelle sagome del Milan Club Polonia; poi, appena scattata la mezzanotte, ecco che appare Mino Raiola in t-shirt e bermuda.

Nel frattempo sull'asse Montecarlo-Milano, si riaccendeva il duello tra Mino Raiola, il procuratore di Gigio, e la società rossonera con l'amministratore delegato Marco Fassone. "Non mi sembrava che il Milan cercasse una bandiera". Ripeto, non è questo, noi non abbiamo nessun accordo con nessuna società, nessuna società ci spinge a fare certe cose. E' vero, noi stiamo cercando un altro portiere potenzialmente titolare, forte, in modo che l'allenatore non rischi di trovarsi con un giocatore con la testa da un'altra parte.

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