Banche venete:Mion,si pensa basti 1 euro

Adjust Comment Print

Secondo quanto scrive La Stampa, è questo il costo del salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Il commissario europeo per la Concorrenza avrebbe manifestato riserve per autorizzare la risoluzione attraverso l'acquisto per la cifra simbolica di 1 euro di asset sani (filiali, dipendenti, depositi e impieghi), partecipazioni da parte di Intesa con la messa in liquidazione delle vecchie banche contenenti le passività da finanziare a carico dello Stato.

Tra i pre-requisiti dell'operazione, il fatto che la transazione potrà chiudersi solamente se neutrale dal punto di vista patrimoniale, ovvero se non renderà necessario un incremento del capitale sociale da parte di Intesa Sanpaolo al fine di garantire la continuità patrimoniale. E gioca sul paradosso: "La banca me la compro io con i soldi del salvadanaio di mia figlia. Accontentiamoci pragmaticamente di un'offerta e di una grande banca senza la quale avremmo avuto molti più problemi", ha dichiarato Boccia durante l'assemblea di Confindustria a Firenze, dicendo si non vedere "alternative possibili" su cui lavorare. L'incognita maggiore sull'operazione - giudicata molto conveniente per Cà de Sass (Mediobanca stima un aumento del 6% dell'utile per azione e "virtualmente" zero rischi) - resta l'atteggiamento dell'Europa nei confronti dell'utilizzo di risorse pubbliche per liquidare la bad bank. Ma con voi, lettori, vicentini, sia chiara l'Intesa: lo faccio per il "territorio" e vada, quindi, a me il ringraziamento e non a chi, Intesa SanPaolo, ha costruito le sue fortune già sulle spoglie di Banca Cattolica del Veneto, costretta ad "abbracciare" il fallendo Banco Ambrosiano. Infine c'è da aggiungere tutte le svalutazione da effettuare sulle voci del bilancio.

Inoltre non bisogna dimenticare gli impedimenti di natura tecnica: "Atlante non ha in cassa che meno di 50 milioni e lo stesso può essere detto di Atlante2, focalizzato solo sugli investimenti nelle sofferenze e che ha già impegnato 450 milioni per la tranche junior delle cartolarizzazioni deliberate" dai due cda mentre i 400 milioni restanti sono un capitale troppo piccolo per salvare gli istituti. In totale sono quattro miliardi, che sottratti al totale valgono un intervento statale fra gli otto e i nove.

Vale la pena sottolineare, infatti, che nella "bad bank" verranno trasferiti tutti i crediti deteriorati delle ex popolari e tutto l'onere dei contenziosi legali ancora aperti con gli azionisti che non hanno voluto aderire alle offerte di acquisto dei mesi scorsi. Dalla Commissione europea sarebbero arrivati segnali positivi sulla volontà di escludere le obbligazioni senior dalle conseguenze della ristrutturazione prevista invece per azionisti e obbligazionisti subordinati.

Intanto prosegue il dialogo con Bruxelles, che alla fine dei passaggi italiani (la conversione del decreto da parte del Parlamento) dovrà comunque dare un placet definitivo. Di qui la trattativa parallela anche con la stessa Commissione. La situazione della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca era già grave all'inizio del 2016. Così Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, a margine della presentazione del rapporto SRM sull'economia del Mediterraneo che si è tenuta ieri a Napoli.

Da quest'ultimo pensiero si evince la velata speranza che l'austerity comunitaria sia oltrepassata in nome di una ragionevolezza che permetterebbe al sistema bancario italiano di respirare, magari fungendo da volano anche per risoluzioni future.

Comments