Brexit, maggioranza Gb la vuole soft e chiede referendum bis

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Tra i giuristi non c'è unanimità di pensiero. Difficile che Theresa May, dopo il voto dell'8 giugno e una Gran Bretagna che non le ha dato il pieno appoggio, continui sulla strada dell'uscita dal mercato unico e del controllo sull'immigrazione. Perché la decisione spetterebbe alla Corte di giustizia europea. Inoltre la May avrebbe proposto di dare la residenza piena, con tutti i diritti connessi, ai cittadini europei residenti nel suo Paese da almeno cinque anni. Ma Davis avverte: la questione della partnership futura fa parte del negoziato e "niente sarà concordato fino a quando tutto sarà concordato", ribadendo anche che il Regno Unito "lascerà il mercato unico e l'unione doganale". Lo ha detto chiaro e tondo Barnier, alla fine della conferenza stampa: "Mi chiedete - ha detto rispondendo ai giornalisti britannici - se c'è un solo punto su cui io sia disposto a fare delle concessioni?"

I giuristi si sono perciò lanciati in speculazioni varie.

Molto più problematica sarebbe una revoca unilaterale, in contrasto con il desiderio di tutti o di alcuni stati membri dell'Unione. La vera sorpresa è stato quindi il vero e proprio exploit dei laburisti di Jeremy Corbyn, mentre gli altri partiti sono stati pressoché prosciugati, come indica la disfatta dei Liberaldemocratici di Nick Clegg, europeisti dichiarati, ma anche della loro antitesi, i nazionalisti dello Ukip. Ma anche per il calo di popolarità di May tra i britannici, e tra gli stessi Tories: iniziato con il flop alle elezioni (i Tories hanno vinto, ma non sono riusciti ad aggiudicarsi la maggioranza assoluta), e andato avanti con la tragedia dell'incendio che ha investito la Grenfell Tower di Londra.

Sono i leader della politica d'Inghilterra ad aspettarsi che venga utilizzata una linea morbida nei negoziati della Brexit, c'è da dire però che ci sono molti dubbi su questo. Ora il problema è che questi punti non sono solo contraddittori e fumosi, ma potrebbero pure cambiare nel giro di pochi mesi, se May dovesse cadere e se si dovesse andare a elezioni (e Corbyn potrebbe vincerle a questo punto).

Dietro la cautela giuridica c'è una preoccupazione politica. La sovrana Elisabetta II, leggendo il discorso senza i tradizionali corona ed ermellino, non ha menzionato la visita di Stato del presidente americano Donald Trump, adombrando la possibilità che non si tenga come annunciato in autunno.

A un anno dal referendum sulla Brexit, il bilancio dell'Unione Europea non è poi così negativo come si poteva pensare. Aggiungendo: "È il Regno Unito che lascia l'Unione europea, non il contrario, e bisogna assumersene le le conseguenze umane, sociali, finanziarie, giuridiche, economiche e politiche che nessuno deve sottostimare o ridurre".

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