Civoli: "Donnarumma? Insinuo il dubbio che ci sia l'Inter!"

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Come loro di me. L'amministratore delegato dei rossoneri, Marco Fassone, è intervenuto ai microfoni di Milan Tv per fare nuova luce sul caso Donnarumma. E pare vero. Ma è importante spiegarlo perché il lancio di dollari falsi a Cracovia dimostra un clima eccessivamente ostile nei confronti di un 18enne la cui serenità va in ogni caso tutelata.

MILANO - Donnarumma? No, Dollarumma!

Non ci appare strano nemmeno il tentativo di mettere ancora in buona luce vecchi condor che dicono di volere il bene del Milan, dopo aver messo in mano ad un avvoltoio il futuro di quella che doveva diventare una bandiera, ma che ora per tutti è la bandiera del soldo facile. Con un pensiero alle minacce ricevute al giocatore, preso di mira anche dai tifosi durante la sfida dell'Under 21 contro la Danimarca in Polonia. L'appena diciottenne non ha apposto la sua firma sul rinnovo di contratto offerto dal duo Mirabelli-Fassone e numerosi club europei (anche la Juventus), si sono mossi per strappare il gioiello italiano più brillante alle grinfie del nuovo Milan cinese. "Anche per questo ho detto che non sarebbe mai andato via a parametro zero". Ci hanno forzato a non rinnovare. Non credo che si debba minacciare un giocatore di minacciare di stroncare la carriera o di non giocare.

"Mi prendo tutte le colpe, ma lascino in pace Gigio". Siamo su due onde totalmente diverse. Non abbiamo nessun accordo con nessuna società. "Gigio inizialmente era convinto di restare al Milan, anche perché ricordo che a 14 anni scelse lui questi colori, dopo i contatti con l'Inter, nonostante la sua famiglia lo sconsigliasse dopo la delusione per la cessione del fratello Antonio". Mirabelli? Non discuto la persona, ma i suoi metodi. Gigio, invece, è sempre stato al suo posto, non ha mai avuto pretese economiche. Non si gestisce così, non sono stati usati toni appropriati.

"Nessuno aveva mai accusato Mirabelli di avere un atteggiamento minatorio, Raiola è stato il primo". È perfettamente nelle norme. Non c'è una deadline marcata, ma il ritiro inizia il 3 e non vorrei avere nella rosa calciatori a scadenza con altri pensieri. L'amarezza deriva dalla sgradevolezza con cui è stata condotta la cosa. La cosa è stata portata avanti in modo sgradevole, lo si poteva fare senza danneggiare la società.

Sulle presunte minacce di morte che Donnarumma avrebbe ricevuto, Fassone è lapidario: "Siamo addolorati per questi estremi generati dal calcio e dalle reazioni causate dalla sua scelta, o del suo procuratore".

Non ci appare strano nemmeno che chi bandiera voleva esserlo davvero (Hamsik) si sia allontanato da questo personaggio, diventando capitano della società che ha scelto di amare. Probabilmente andrà valutato l'impatto emotivo nel difendere, a soli 17 anni, i pali di un Milan intenzionato a tornare tra le big del nostro campionato, ecco perché, più realisticamente, si cerchi sul mercato un profilo d'esperienza da affiancare al giovane Plizzari, per farlo crescere serenamente senza caricarlo di eccessive responsabilità.

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