Alla Grenfell Tower almeno 70 i morti

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Cundy ha aggiunto che potrebbero passare diverse settimane prima di conoscere il numero complessivo delle vittime, e che molte di loro potrebbero non essere mai identificate. Sotto accusa la gestione delle informazioni (a tutt'oggi non si conosce il conto delle vittime) e la negligenza delle autorità che non hanno assicurato la sicurezza dell'edificio.

L'incendio alla Grenfell Tower ha acceso nuovamente la diatriba politica tra Theresa May e Jeremy Corbyn, con quest'ultimo pronto a rinverdire la polemica sull'inettitudine della sua avversaria qualora non venissero trovate risposte alle morti degli inquilini del grattacielo.

Mentre in Veneto si accendevano le candele, a Londra si è spenta la speranza. "Ho saputo che gli allarmi anti incendio non hanno funzionato". Ma come la visione di una tragedia nella Grecia antica purificava i sentimenti di chi assisteva al dramma in scena, così queste estreme comunicazioni, grondanti riconoscenza e devozione filiale, accarezzano pietosamente i volti in pianto, leniscono i cuori straziati dal dolore di quei genitori, e commuovono chiunque le abbia sentite. "Ci aggiorniamo coi proprietari e col sindacato che gestisce la torre". I corpi di Gloria e Marco sono lì dentro. Tutti temi da affrontare e pianificare, quando ancora le lacrime e l'angoscia non hanno dato tregua all'opinione pubblica britannica. Il rivestimento aveva uno strato interno di plastica come quello di altri edifici, in Francia, Emirati e Australia, dove si sono sviluppati incendi incontrollati. Sul blog del gruppo si elencano i tanti post dedicati proprio all'argomento. Erano lì perché non avevano trovato lavoro in Italia e volevano aiutare le loro famiglie.

Parole che non convincono i media, sempre più critici. "Continuava a garantirci che i soccorsi stavano arrivando e che la situazione si poteva risolvere". I materiali in sé non hanno colpa, la colpa è di chi criminalmente li produce, li allestisce, li compone. "Gloria e Marco erano coscienti di quanto stava accadendo - ammette il legale - e arrivati a questo punto non c'è motivo per sperare che Gloria e Marco siano ancora vivi". Non è chiaro se la società che ricevette l'appalto, la Harley, abbia rispettato la progettazione originaria per quanto riguarda la sicurezza dagli incendi. Sono 30 i decessi accertati finora (persone morte asfissiate e poi carbonizzate) e almeno 76 i dispersi. "È sollevato solo dall'essere riuscito ad avvertire i suoi vicini", raccontano gli amici di Behailu Kebede, 44 anni. Il Times scrive che per sole cinquemila sterline in più si sarebbe potuto installare un rivestimento ignifugo. Io credo che molto probabilmente una parte importante delle responsabilità sia da attribuire alla produzione, tutta improntata al profitto; a chi ha installato questi pannelli, agli imprenditori che si sono fatti carico del lavoro, agli architetti...

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