Elezioni amministrative, flop dei 5Stelle. Rivincita di Pizzarotti

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Il secondo è che c'è fame di idee nuove, di gente che abbia qualche idea sensata su come si può crescere.

Anche l'affluenza alle urne è un calo, infatti sono andati a votare solo il 60,07% degli italiani aventi diritto al voto. L'ex assessore al traffico ha rivelato a Primocanale: "Finora ci sono stati contatti più con Bucci che con Crivello, immagino che poi l'invito arriverà anche dall'altra parte". Nella corsa a sostituire Massimo Cialente, c'è in testa il candidato del Pd, Americo Di Benedetto, che dopo circa un terzo delle schede scrunitate si trova al 46,3% dei consensi. "Ma il Movimento 5 stelle ora è sano e ha una chiara linea politica", ha rivelando di non aver ancora parlato con Beppe Grillo. Federico Pizzarotti, primo grillino eretico, espulso dal Movimento, ha corso contro tutti e, a quanto pare, ha conquistato il ballottaggio con il 38- 42 contro il candidato del centrosinistra Scarpa dato dal 28 al 32. Ballottaggio anche a Lucca tra Tambellini (centrosinistra), che ha più del 37%, e Santini (centrodestra). Si segnalano poi casi come Rignano sull'Arno, città che ha dato i natali a Matteo Renzi, dove il sindaco uscente Daniele Lorenzini batte il candidato Pd. Non solo: a Palermo a vincere non è, in effetti, il PD, bensì Leoluca Orlando, un candidato civico, che ha preteso, in cambio dell'appoggio dei democratici alla sua persona, che il simbolo non fosse presentato.

Il voto delle elezioni amministrative punisce il Movimento cinque stelle che resta fuori dai ballottaggi in tutti i capoluoghi di regione e nelle grandi città. È lui che ha spostato i 5 Stelle, d'accordo con Davide Casaleggio, su una linea di dialogo istituzionale che non sembra affatto pagare. Una scena che si ripete a Palermo dove l'M5s ha dovuto affrontare prima lo scandalo delle firme false per le comunali del 2012, poi le faide interne sulla candidatura di Salvatore Forello, uomo di punta dell'associazione AddioPizzo, accusato non troppo velatamente di aver usurpato con un "hostile take over" i cinquestelle. Per il secondo giorno consecutivo, due dei big grillini - Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista - non si fanno vedere dalle parti di Montecitorio, mentre il capogruppo alla Camera Roberto Fico ostenta indifferenza e si rifiuta a rispondere alle domande sulle elezioni dei sindaci. Perchè un'altra cosa insegnano queste comunali - oltre a registrare un vero e proprio boom di liste e candidati civici - che uniti si vince. "Senza dirlo ai giornali, senza dirlo a nessuno", mentre invece sia Salvini che Grillo attaccano. "Sono valori di fondo su cui non posso scendere a compromessi".

Tra le bocciature, spicca per numeri e per significato politico quella di Giusi Nicolini, sindaco piddino di Lampedusa e vincitrice del Premio Unesco per la Pace, membro della direzione nazionale del partito, elogiata più volte da Matteo Renzi come amministratrice-simbolo nella gestione dell'emergenza immigrazione in Italia.

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