Di Maio, M5s: la sconfitta alle amministrative? Colpa delle liste civiche

Adjust Comment Print

R. - Certamente risalta il risultato del Movimento 5 Stelle, un risultato deludente non tanto rispetto alle attese quanto al trend che si era manifestato negli ultimi anni. Contattata dalla redazione di SpoltoreNotizie.it la 46enne aspirante sindaca 'pentastellata' ha analizzato questo voto spoltorese con particolare riferimento, ovviamente, alle preferenze ottenute dalla lista a cinque stelle. Il che ovviamente è ridicolo perché gli elettori sanno bene chi stanno votando. Io credo che fosse prevedibile che subissero una battuta d'arresto, perché ci sono state crisi a livello locale che hanno pesato: penso al caso della città di Parma o alla selezione dei candidati, come nel caso di Genova.

In tutte le città più grandi dove si è votato domenica scorsa gli elettori una cosa precisa l'hanno già detta: non vogliono essere governati dai grillini. A Verona il ballottaggio sarà praticamente centrodestra contro centrodestra e vedrà protagonisti Federico Sboarina (centrodestra), che supera il 29%, e la compagna di Flavio Tosi - che ha lasciato la poltrona di primo cittadino dopo un decennio -, la senatrice Patrizia Bisinella (Fare+civiche).

Il PD praticamente assente dopo l'uscita di Carpentieri che aveva provato in tutti i modi a tenere testa al malcontento dei colleghi e dei cittadini che hanno preferito Amente. Nei grandi centri, infatti, il distacco dei candidati M5S dai primi due che andranno al ballottaggio (quasi ovunque di centrodestra e centrosinistra) è abissale. Ha indetto le solite primarie via web, con la certezza che sarebbe stato designato il candidato prediletto dalla leadership nazionale, il tenore Luca Pirondini. Ma non basta: resta il nodo gigantesco del fine vita e quello dei vaccini, su cui un'altro esponente dell'ala "movimentista", Paola Taverna, è riuscita a far passare la sua linea, cristallizzata in un ddl che sostituisce il principio di "raccomandazione" all'obbligatorietà voluta dalla Lorenzin.

"Il M5S è stata la forza politica più presente a questa tornata elettorale". È invece un fiorire di liste civiche "di area": potremmo dire anche che è un'abdicazione su larga scala da parte di quello che pretende di essere il primo partito del paese. Sì, replica Matteo Salvini, ma il centrodestra vince quando è "a traino leghista".

Per esempio, in tutti i sondaggi nazionali esistenti non vi è traccia di un calo di consenso del Movimento 5 Stelle, che al contrario appare vicino o anche poco sopra al suo massimo storico - intorno al 30%. Sul banco degli imputati finisce pure Luigi Di Maio, il responsabile degli enti locali del partito, insieme ai fedelissimi Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, fautori di una campagna elettorale e di una gestione locale inadeguata e fallimentare.

Comments