Trump, pronto al 100% a testimoniare sotto giuramento

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I recenti sviluppi del Russiagate stanno mettendo a dura prova e in seria difficoltà Donald Trump. La Commissione intelligence del Senato che indaga sul Russiagate ha infatti in programma di interrogare Jared Kushner, genero e consigliere alla Casa Bianca del presidente. Trump ha anche negato di aver chiesto a Comey di fermare l'inchiesta su Flynn: "Non l'ho mai chiesto, anche se non ci sarebbe stato nulla di male se lo avessi fatto, ma non l'ho detto", ha insistito il presidente. "Quelle erano menzogne, pure e semplici". E Comey ha avvertito che Mosca cercherà di interferire ancora nelle elezioni statunitensi.

LA REPLICA DELLA CASA BIANCA - "Il presidente non è un bugiardo". Ma ne usciremo più grando e più forti.

L'ex capo dell'Fbi ha rivelato la sua convinzione che la Russia abbia interferito con attacchi informatici nelle elezioni presidenziali americane del novembre 2016.

Con la sue parole James Comey ha discolpato Donald Trump.

Il presidente - malgrado il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, abbia esplicitamente smentito che con il suo tweet Trump abbia voluto minacciare Comey - sembra aver fatto così capire a Comey che farebbe bene a non diffondere informazioni negative su di lui. "Poi la conversazione si spostò su altro ma [Trump] tornò sulla questione alla fine della nostra cena". Ma le parole dell'ex capo dell'Fbi pesano come macigni, e alimentano i mal di pancia dei repubblicani e lo spettro dell'impeachment. Sulla tempistica non ci sono al momento certezze. L'attacco a Trump da parte dello stato profondo americano ieri ha raggiunto livelli davvero inediti, con l'attesissima audizione alla commissione intelligence del Senato dell'ex capo dell'ente investigativo di polizia federale James Comey, seguita in diretta tv da tutti i principali media Usa. E conferma: "Nessun dubbio" sulle interferenze della Russia nel voto Usa.

Era stato proprio Comey a passare brani di quegli appunti alla stampa. Il clima però è sempre più cupo attorno allo Studio Ovale. Qui Comey ha rilanciato: "Spero ci siano davvero delle registrazioni di quelle conversazioni". Il Direttore della National Intelligece, che coordina le 17 agenzie di spionaggio americane, aveva chiesto a Comey di informare personalmente Trump del dossier scandaloso, per evitare di metterlo in imbarazzo davanti all'intera comunita' degli 007. Cosa avvenuta con la designazione del predecessore di Comey all'Fbi, Robert Mueller. Una pista che durante gli incontri privati aveva definito a Comey, nella ricostruzione dell'ex direttore dell'Fbi, come una "nube" che andava sollevata sulla sua abilità di governare.

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